HomeEuropaACB: la Supercopa 2021 si ritinge di Blanco

ACB: la Supercopa 2021 si ritinge di Blanco

Quando si parla del “Clásico” ci si può aspettare solo partite piene di emozioni e dal finale incerto fino alla sirena. Due squadre che arrivavano alla finale di Supercopa con due morali differenti; i Blaugrana con una vittoria arrivata in scioltezza contro un martoriato Valencia; i Blancos arrivavano senza Abalde, Randolph, Thompkins e Carroll, da una vittoria in rimonta contro i padroni di casa di Tenerife. E ancora una volta il Real è stato più cinico del Barça che aveva comandato per larghi tratti (anche diciannove punti di vantaggio) ma quando si è arrivati nel momento che conta si è dovuto arrendere a coach Laso e ad un eterno Sergio Llull. Madrid si porta a casa il primo titolo della stagione sconfiggendo il Barcellona per 83-88 al Pabellón Santiago Martín di Tenerife.

BOTTA E RISPOSTA INIZIALE

L’inizio di partita è stato come un incontro di boxe dove per il Barça salgono in cattedra Nick Calathes ma soprattutto un giocatore che non ci si aspetterebbe: Pierre Oriola. Il capitano dei catalani inizia la partita con un bombardamento dall’arco con tre triple su altrettanti tentativi. A loro i Blancos rispondono con Vincent Poirier che prende spazio e responsabilità viste le difficoltà del rientrante Tavares, prendendo il controllo dei tabelloni. In quest’inizio di partita non sono pervenuti Mirotic (leader dei catalani) e Yabusele che aveva dominato ventiquattr’ore prima. Tanto che all’intervallo con gli uomini di Jasikevicius sopra di 6, coach Pablo Laso lancia nella mischia l’ennesimo canterano come Ndiaye.

IL BARÇA PROVA A SCAPPARE MA…

Con l’inizio della ripresa i catalani provano a scappare guidati da quel Mirotic che si è ricordato di essere uno dei big in Europa e che la partita la sente parecchio da ex. Guidati dal montenegrino e da Cory Higgins (16 punti) il Barça realizza due parziali, uno di 6-0, poi arrivato a 13-2 con il massimo vantaggio toccato sul più 19 (63-44).

LA RIMONTA BLANCA CON L’ETERNO LLULL

Mai dare per scontato il cuore di un campione. Proprio nel palazzetto in cui nel 2017 si rompeva il crociato con la nazionale, Sergio Llull (24 punti in appena 20 minuti) si carica la squadra sulle spalle, risponde al duello con Higgins e a suon di triple “mandarina” riporta la propria squadra a ridosso degli acerrimi rivali. Ad aiutare l’eterno tiratore arrivano il giovane Alocén (recuperato per la finale) e il francese Poirier che ha dominato la partita (doppia doppia pesante da 16 punti e 11 rimbalzi).

IL FINALE PORTA LA COPPA NELLA CAPITAL

Si arriva negli ultimi minuti in cui gli uomini di Laso danno l’idea di essere più sul pezzo rispetto ai rivali. Dopo 24 ore ritornano in cattedra Williams-Goss (9 punti) e Yabusele (7 punti e 6 rimbalzi) insieme al giovane Alocén (11 punti, 3 rimbalzi e 2 assist). Brandon Davies (13 punti) prova a far restare in partita i suoi ma sbaglia la tripla del pareggio e così, come l’anno scorso, la Supercopa vola nella capitale spagnola.

GRACIAS SERGIO Y PABLO

Passano gli anni, cambiano i giocatori ma due cose rimangono fisse: l’accesa rivalità tra le due piazze e la competitività del Real. Questa è l’ottava Supercopa della storia dei Blancos e la quarta consecutiva. Come l’anno scorso, il Real parte da sfavorito ma alla fine si porta a casa il trofeo. Grande merito va a Pablo Laso che conquista il ventesimo titolo della sua carriera da allenatore. Senza dimenticare il sopracitato Llull, premiato come MVP della manifestazione, in lacrime a fine partita, per aver dato tutto per la canotta che gli si è appiccicata alla pelle ormai.

Le premesse sono di una stagione di ACB spumeggiante. Nel frattempo. ¡Hala Madrid!

Federico Magnifico
Federico Magnifico
Laureato in Scienze Linguistiche con una forte passione per la palla a spicchi sia praticata (giocatore amatoriale di basket e di baskin per il Pepo Team Vanoli) che guardata. Seguo la Vanoli per la LBA e il Valencia per ACB ed Eurolega. Attualmente scrivo per Backdoor Podcast e Dunkest.