Sembra fosse ieri la prima palla a due della stagione 2020-21 di Eurolega e invece siamo giunti al giro di boa. La massima competizione europea ha offerto lo spettacolo di cui sentivamo proprio il bisogno. Nonostante ci siano ancora dei recuperi da giocare, possiamo tirare le somme di questo girone d’andata che ha regalato sorprese e delusioni. Con la speranza che, come ha detto coach Trinchieri, si possa tornare ad assistere alle partite dal vivo per vivere le emozioni che l’Eurolega sa offrirci.
Andrea Trinchieri has one wish for 2021 pic.twitter.com/EXNruM24He
— Eurohoops (@Eurohoopsnet) December 30, 2020
SORPRESE
Bayern Monaco (11-6)
Se a settembre qualcuno avesse detto che il Bayern sarebbe stato quarto in classifica al termine del girone d’andata lo avremmo preso per pazzo. La compagine di coach Trinchieri è la vera rivelazione dell’anno. Ha sconfitto big come l’Efes e il Barça (pur privo di Mirotic e Davies ma pur sempre il Barcellona) e ha perso due partite solo nei secondi finali (tripla di Shields al debutto e il buzzer di Grigonis recentemente). Una squadra che ha la forza (ma anche una criticità in chiave playoff) nell’assenza di una vera e propria stella. Altro aspetto fondamentale è la difesa, marchio di fabbrica di Trinchieri: attualmente è la quarta miglior difesa della competizione con 75.88 punti subiti a partita.
Parlando di singoli non possiamo non menzionare l’asse Baldwin-Reynolds. L’ex Reggio Emilia attualmente è il terzo miglior rimbalzista dell’Eurolega (7) dietro i due pali Milutinov e Tavares. Altro aspetto è il fatto di essere più coinvolto rispetto all’esperienza di Tel Aviv e pare più concentrato mentalmente (grande limite d’inizio carriera).
L’ex Portland invece, sta giocando una stagione di riscatto dopo l’esperienza negativa di Atene. 14 punti, 4 assist e 2 rimbalzi le sue medie, nonostante un 29% dall’arco, lo rendono uno dei riferimenti nell’attacco bavarese. Infine, citiamo Vladimir Lucic che prima dell’infortunio stava giocando una grande stagione da leader con 14 punti, 6 rimbalzi, 2 assist ed un irreale 49% dall’arco.
Zenit San Pietroburgo (10-5)
Da una grande difesa alla miglior difesa dell’Eurolega (72.6 punti subiti): lo Zenit San Pietroburgo. I russi hanno avuto un inizio da sogno (sconfitte Efes e Barça nelle prime due giornate), poi fermati a causa del Covid per poi riprendere alternando vittorie e sconfitte, con ancora due partite da recuperare. Una squadra rognosa per tutti, che ha subito più di 80 punti solo in due occasioni (nei due derby con Khimki e CSKA), che rispecchia l’identità di Xavi Pascual.

Asse play-pivot importante anche in questo caso. Kevin Pangos sembra essere tornato quello di Kaunas dopo l’esperienza infelice di Barcellona e sta producendo 11 punti con 6 assist di media da vero direttore d’orchestra. La piacevole sorpresa è senz’altro Alex Poythress. Il lungo ex Hawks, dopo una stagione di rodaggio con il basket europeo al Galatasaray è volato ai piani alti (in tutti i sensi). Giocatore dal forte impatto fisico-atletico e vero rim protector che vola spesso sopra i ferri avversari.
Inoltre, si è recuperato Arturas Gudaitis che sembra essere ritornato dopo l’ultima stagione a Milano e che si completa perfettamente con Poythress sotto canestro. Senza dimenticare l’apporto di due veterani come Will Thomas e KC Rivers. L’ex Valencia ha dimostrato costanza con il suo gioco in post, l’apporto a rimbalzo ed il suo tiro da 3 punti. L’ex Reggio Emilia sta scagliando frecce dal perimetro (40% in stagione).
Zalgiris Kaunas (10-7)
In 6° posizione troviamo lo Zalgiris Kaunas. Una squadra da montagne russe: 5 vittorie nelle prime 6, sei sconfitte consecutive a novembre e per chiudere con cinque vittorie consecutive a dicembre. Altra squadra che fa del collettivo la sua forza. Gran ruolo del gruppo lituano (Milaknis, Jankunas, Geben, Jokubaitis e Grigonis) in quest’inizio di stagione.
Di Grigonis ne abbiamo parlato in quest’articolo. Il prodotto locale sta disputando la miglior stagione in carriera (15 punti, 5 rimbalzi, 3 assist con il 50% dall’arco e 51/52 ai liberi), numeri da vero leader.
A lui si aggiungono i due lunghi Hayes e Lauvergne: il primo sembra essere più coinvolto e più presente a rimbalzo (5) oltre alla buona mano da 3 punti (41%). Il francese sta riscattando una stagione deludente al Fenerbahce, dimostrando di non soffrire troppo anche centri più prestanti. Se proprio vogliamo trovare una nota negativa è lo scarso rendimento di Walkup (6 punti e 2 palle perse di media), non ancora inserito al meglio nel sistema di Schiller.
E per concludere menzioniamo proprio il coach austriaco. Non facile iniziare l’era post Jasikevicius, ma lui sta svolgendo un buon lavoro sulla squadra che risulta divertente e basata sui passaggi e la condivisione del pallone, oltre che sul tiro da 3 punti. In attesa del ritorno del pubblico alla Zalgirio Arena vero e proprio motore della squadra.

DELUSIONI
Khimki Mosca (2-15)
Autentica delusione dell’anno. Squadra per modo di dire, più un insieme di figurine che giocano con la stessa maglia. Nonostante gli investimenti importanti (vedi rinnovi di Shved e Jerebko e gli acquisti di Mickey e Monroe) la squadra russa non ha mai dato la sensazione di solidità. Una squadra senza identità difensiva e che in attacco si basa solamente sul tiro da 3 punti e sugli isolamenti di Shved. A questo aggiungiamo la situazione difficile con coach Kurtinaitis (rimasto in panchina, nonostante non ci sia un’idea di gioco), il taglio di un giocatore come Monroe e le voci di un possibile taglio di Jerebko (secondo per valutazione della squadra) e di Timma.

Maccabi Tel Aviv (7-10)
Se dovessimo dare il premio “sfortunati dell’anno” lo daremmo al Maccabi. Le due sconfitte in volata contro Valencia e Milano testimoniano la sfortuna del club israeliano (recuperata parzialmente con quella vinta negli ultimi istanti a Barcellona). Il Maccabi soffre tre fattori: primo, l’assenza del pubblico (uno dei palazzetti più caldi d’Europa).
Il tema infortuni: Casspi, Zoosman e Di Bartolomeo sono stati fuori parecchio, e soprattutto il primo potrebbe dare un contributo importante al team di Sfairopoulos.
Infine, il mercato: perdere Acy ha causato una grave lacuna nel posto di 3-4 e soprattutto l’impatto difensivo ed è stato sostituito da un Bender dall’impatto rivedibile; e soprattutto il cambio nella posizione di 5 Zizic per Black. Il centro croato, reduce da stagioni con più minuti in panchina che in campo in Nba, sta faticando a trovare ritmo e ad inserirsi nel sistema del coach greco (8+5).
Anadolu Efes (7-10)
Senza troppi giri di parole, se saremmo stati definiti pazzi nel trovare il Bayern 4°, lo saremmo stati ancora di più nel dire che l’Efes sarebbe stato 11°. La formazione di Ataman non è la stessa dell’anno scorso. I problemi fisici e quelli del Covid hanno limitato molto la squadra. I punti principali sono: Shane Larkin è arrivato in ritardo per via di un’operazione in estate e non ha ancora fatto “click” nella modalità devastante dell’anno scorso e di conseguenza l’Efes soffre questa sua assenza. Inoltre, nel momento dell’assenza del playmaker naturalizzato turco gli altri big non hanno saputo riempire il suo vuoto.

Micic ha alternato partite devastanti a partite in cui è stato negativo per la squadra. Moermann da quando si è infortunato la scorsa stagione non è ancora tornato il giocatore che è stato uno dei migliori 4 della competizione. Dunston è stato limitato dagli infortuni e agli altri giocatori, che sono stati abituati a fare i “gregari” non possono risolvere la situazione.
Come diceva Kevin Garnett: “L’attacco fa vendere i biglietti, la difesa ti fa vincere gli anelli”. Questa regola è valida anche in ambito europeo. Siamo alla vigilia di un nuovo girone e tutto può succedere. Vedremo quali saranno le squadre che conquisteranno il posto per i playoff.
