Gara 2 Olimpia-Bayern:
il Crew chief (Pukl) amministra la rimessa per l’inizio del 3° quarto Seeley riceve il passaggio di Baldwin IV e marcato da Rodriguez cerca di portare la palla in attacco. Arrivati nel cerchio centrale, Rodriguez riesce a toccare la palla e rimandarla indietro di alcuni metri. Seeley recupera palla ma quando il display dei 24” arriva a 15” la palla si trova ancora nella metà campo difensiva del Bayern. Il fischio di Pukl sanziona la violazione di 8” da parte del Bayern: rimessa in attacco Armani.
Una squadra ha 8” di tempo per portare una palla viva in zona di attacco dal momento in cui la controlla in zona di difesa. Per fare arrivare una palla in zona di attacco la palla si possono verificar e diverse condizioni. Una di queste, poco conosciuta e sicuramente non facile da leggere è questa: se la palla tocca o è toccata da un difensore che ha una parte del corpo in contatto con la sua metà campo di difesa, la squadra in attacco ha rispettato la regola. Se fate attenzione, nel momento in cui Rodriguez tocca la palla ha un piede nella propria metà campo di difesa. Il fischio di Pukl, che non ha valutato correttamente la posizione dei giocatori e della palla, non è corretto. Il conteggio di un nuovo periodo di 8” per il Bayern doveva ripartire nel momento in cui Seeley ha ripreso il pallone toccato da Rodriguez.
In queste prime otto gare abbiamo notato una netta diminuzione delle “gite” all’Instant Replay System! Sarà una direttiva del dipartimento arbitrale di Eurolega? Effettivamente l’uso smodato dello strumento nella regular season aveva in molte occasioni lasciato più dubbi che risposte. Più di una chiamata si era rivelata inventata o addirittura invertita, con il risultato che le decisioni prese più che attinenti alle regole avevano ristabilito una sorta di giustizia sommaria nei confronti della squadra che aveva subito un torto. Comunque anche in più di una partita di questi Play-off, qualche fallo in transizione avrebbe meritato una revisione per l’upgrade da fallo personale ad antisportivo. E’ sempre necessario arrivare a toccare gli estremi per trovare un punto di equilibrio?





