Federico Buffa porta giovedì sera al Teatro Verdi di Montecatini Terme il suo spettacolo intitolato «Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan», ideato insieme a Morris Gasparri e accompagnato dalle musiche di Nidi. Si tratta di uno dei lavori teatrali con cui lo storyteller milanese ha conquistato i palcoscenici dopo l’esperienza televisiva legata al basket americano. La decisione di trasformare l’icona dei Chicago Bulls in uno show nasce da richieste costanti, come ha dichiarato a Il Tirreno:
«Mi veniva chiesto spesso di raccontare la sua storia e le sue gesta nei meeting aziendali. Mi rendevo conto che aveva tanta aneddotica su di lui. E quindi un giorno mi sono detto: perché non realizzarci uno spettacolo?».
Il debutto a Tempio Pausania fu contrassegnato da aneddoti curiosi, tra cui una spettatrice anziana convinta di assistere a una piece sul tennis. Sul palco Buffa rievoca anche ricordi diretti, come Gara 6 delle Finals contro gli Utah Jazz vissuta a bordo campo:
«Io e Flavio ci guardiamo e gli dico: ‘la vince lui’». Nel collocare l’ex numero 23 nell’Olimpo degli atleti accanto a Pelé, Maradona e Muhammad Ali, il giornalista esprime riserve sui paragoni con le star odierne: «
Quando i più giovani mi parlano di Lionel Messi, io gli rispondo di andarsi a vedere su YouTube i gol fatti da Pelé. Ci sono centinaia di gol che Messi non sarebbe stato in grado di realizzare».
Buffa: la critica allo sport commerciale e il progetto NBA Europe
A margine dello spettacolo, l’analisi di Buffa si allarga alla trasformazione finanziaria del calcio europeo, condizionato dalla forte presenza degli investitori statunitensi:
«Gli americani si sono già presi il nostro sport, il calcio. Hanno comprato una dopo l’altra quasi tutti i club principali. Noi siamo abituati allo sport passionale, loro stanno portando quello commerciale. È uno snaturamento, ma purtroppo non si torna indietro. Ha ragione Bielsa quando dice che stanno togliendo il calcio ai poveri».
Un modello societario che rischia di estendersi al basket del continente attraverso il progetto di una NBA Europe a leghe chiuse, con franchigie ipotizzate in grandi mete come Milano e Roma. Un cambiamento che contrasta con la memoria dei derby provinciali e con l’epoca in cui la Serie A attirava i migliori interpreti internazionali. Il percorso teatrale di Buffa proseguirà successivamente in Toscana con la tappa del 17 novembre al Teatro di Fiesole, incentrata sul tema delle Olimpiadi.




