Napoli non vincerà la Coppa Italia. Ma può provare a dare un segnale già domani ai propri tifosi.
Le possibilità di successo, già ai quarti di finale contro la Virtus Olidata Bologna, sono nell’ordine dei millesimi di unità percentuale, specialmente viste le prestazioni men che mediocre offerte nelle ultime settimane.
È una Guerri Napoli che ha perso mordente e smarrito i propri leader, su tutti quel Naz Mitrou-Long che per coach Alessandro Magro doveva essere una garanzia.
Come arriva alla Coppa
Due sconfitte pesanti, quelle contro Venezia e Trieste, due partite che lo stesso Magro ha definito in maniera colorita, tanto per far capire a tutti la propria insoddisfazione.
La Guerri, già ammaccata dalla gara casalinga con una rimaneggiata Reyer, ha lasciato il PalaTrieste con le ossa frantumate dopo appena 5′. Basta il solito ex Markel Brown a mandare i titoli di coda a strettissimo giro, i successivi 35′ sono mera accademia.
I partenopei hanno provato a coinvolgere Totè, tuttavia l’assenza di Guglielmo Caruso per problemi fisici ha costretto il lungo di Negrar a minutaggi sfiancanti, pregiudicandone la lucidità offensiva e la tenuta nella propria metà campo.
Situazione infermeria e rotazioni
Willie Caruso ha viaggiato con la squadra alla volta di Torino, ciò fa presumere che, contro la Virtus, sarà della partita; per il resto coach Magro può contare su tutti gli effettivi del proprio roster.
C’è da capire quanti minuti potrà, Caruso, garantire in campo per dare respiro a Totè, e quanto coach Magro vorrà dare segnali al roster nei quintetti iniziali.
Una delle incognite è l’impiego di Stefano Gentile, vertiginosamente crollato nelle ultime settimane; l’apporto del capitano azzurro, fortemente voluto dal tecnico toscano, è fondamentale per dare ordine ed energia ad una squadra che tende alla transizione veloce anche quando non vi sono le condizioni e che, nelle difficoltà, si rifugia nelle individualità.
Punti forti
Unico e solo, il talento che, comunque, questo roster ha a propria disposizione. Le qualità ci sono, ciò che è mancato, finora, è l’esecuzione.
Punti deboli
- Eccessi di individualismo. La Guerri è vittima di uno sfrenato ricorso alla Hero Ball, in barba alle raccomandazioni del proprio allenatore che, invece, predica la redistribuzione della palla.
- Fragilità caratteriale. Davanti ad una situazione difficile, questa squadra non ha mai dato l’impressione di poter reagire.
- Transizioni difensive. Troppo lento il rientro dopo l’errore al tiro, questa situazione ha generato svariati canestri facili per le avversarie.
Cosa deve succedere perché Napoli arrivi fino in fondo
Un miracolo sportivo, ad oggi. L’ambiente intorno alla squadra è a dir poco scettico sulle sue possibilità e non è scoccata la scintilla con il pubblico della Alcott Arena.
La Virtus Olidata, pur priva di Pajola, ha dalla sua tasso tecnico, certezze ed entusiasmo.
L’unico fattore favorevole per gli azzurri è il fatto di essere talmente sfavoriti da poter giocare con la testa libera.
Conclusione
Napoli ha forse lo 0,001% di possibilità di passare i quarti di finale, ha però l’occasione di dimostrare che questo roster può dare ancora qualcosa per la corsa ai playoff.
Le previsioni catastrofiche della piazza fanno sì che anche una sconfitta, se sufficientemente dignitosa, può rafforzare il gruppo in caso di prestazione di livello.





