…Tira da 3 punti con oltre il 40%
E si, ho passato il PC a Monsieur de La Palisse perché scrivesse la terza condizione per cui la Virtus può vincere questa serie. In difesa, probabilmente i bianconeri possono tenere Milano ad un punteggio per cui la partita diventa giocabile. L’esecuzione in attacco, in linea di massima, è un valore che questa squadra ha ed a cui viene meno, certo, nei momenti di difficoltà, ma che ha fatto vedere di saper recuperare anche quando le curve della partita si fanno più strette. Proprio per questo la percentuale dall’arco sarà chiave per la serie della Virtus, che se esegue come sa fare e mette il tiro che molto spesso è in grado di costruire, non solo per Belinelli ma anche per Lundberg, Abass o per i numeri 4, Jordan Mickey incluso, allora Milano non può più raddoppiare in post basso, deve passare sopra i blocchi, soprattutto quando c’è Zizic in campo, concedendo quel pick and roll che la Virtus non gioca quasi mai ma che con il croato ha fatto vedere di poter eseguire con efficacia. Se il tiro non entra, la difesa di Milano può raddoppiare in post, aiutare sistematicamente su Belinelli anche quando si muove senza palla e l’attacco virtussino rischia di perdere la fiducia necessaria per eseguire. A quel punto, a talento puro la partita non inizia nemmeno.
…Banchi è coraggioso e creativo
La Virtus di quest’anno è protagonista di uno strano caso. Ha il secondo quintetto più usato di Eurolega (guardiamo le statistiche della massima competizione europea perché, di fatto, questa sarà una sfida che avrà molto più a vedere con l’Eurolega che con il campionato), dietro solo al primo quintetto dell’Olympiakos; ma il suo quintetto più utilizzato è un quintetto perdente, con OR inferiore al DR. In più occasioni, anche nelle due serie appena terminate di LBA, si è visto molto chiaramente come siano quintetti diversi dal consueto Hackett – Belinelli – Cordinier – Shengelia – Dunston a far prendere vantaggi alla Virtus. Luca Banchi ha messo in atto nei Playoff scudetto una scelta in controtendenza rispetto a quella consueta dei coach a fine anno: ha allargato le rotazioni rispetto alla prima parte di stagione, mantenendo in rotazione tutti i suoi stranieri, compresi Lomasz e Dobric, sperando di poterli avere pronti per dare un contributo in finale.
La scelta è probabilmente figlia della fatica evidente negli elementi più anziani della squadra, Dunston e Hackett su tutti, ma anche, crediamo, della difficoltà a trovare quintetti di sicura efficacia, posto che è evidente che quello con cui ha iniziato quasi tutte le partite dell’anno non lo è. La bravura ed il coraggio del coach toscano di pensare fuori dalla scatola e trovare quintetti magari strani o poco visti ma in grado di mettere in campo quell’energia che in alcune occasioni sembra mancare alla squadra sarà chiave per contrastare una squadra che, al contrario, ha trovato gerarchie chiare proprio in vista delle ultime curve e che sta invece asciugando le rotazioni.
Pronostico
L’Olimpia Milano sembra arrivare a queste finali con parecchio più gas della Virtus. Non è difficile immaginare che gara 1 sarà molto importante, se non decisiva, per l’esito della serie che l’Armani sembra in grado di portare a casa per 3 a 1.





