Ancora una volta oltre gli infortuni e la stanchezza. Nonostante le varie difficoltà e le solite rotazioni cortissime causa problemi fisici (ultimi quelli di Lee Moore, che starà fuori per oltre 2 mesi per l’aggravarsi della distorsione patita contro Brindisi, e di Matteo Imbrò, out tre settimane per un risentimento muscolare), la Fortitudo Bologna porta a casa una partita fondamentale, resistendo fino alla fine alla pressione di una Roseto inferiore per qualità ma mai doma, trascinata dai suoi esterni in grande vena realizzativa. Termina 89-85 per gli uomini di Attilio Caja, che restano, nonostante tutto, a due sconfitte di distanza dal trio di testa formato da Brindisi, Rimini e Pesaro. Per Roseto, invece, resta il rammarico per una prestazione di alto livello che però non porta punti: la lotta per la salvezza diretta rimane apertissima, ma la squadra di coach Bassi ha dimostrato di potersela giocare con chiunque.
Un match di grande intensità, con percentuali altissime, e dove la Effe l’ha vinta più per meriti offensivi che non per la difesa, che comunque è risultata decisiva in alcuni possessi finali. Nel primo tempo Roseto parte forte con la coppia Cinciarini-Robinson, capace di colpire ripetutamente dall’arco. La Fortitudo risponde con la solidità di Fantinelli e Della Rosa in cabina di regia e la fisicità di Moretti. Il primo tempo si chiude in perfetta parità (43-43), specchio di una partita giocata a viso aperto da entrambe le compagini.
Al rientro dagli spogliatoi, Bologna prova lo strappo trascinata dai punti di Gianluca Della Rosa, vera spina nel fianco nella gestione dei possessi e di un Paulius Sorokas oggi più spenti del solito soprattutto al rimbalzo. Tuttavia, Roseto resta aggrappata al match grazie all’esperienza di Jalen Cannon sotto canestro e alla precisione dell’altro americano Robinson con i suoi punti dal palleggio.
Negli ultimi cinque minuti si segna tanto e la partita si fa nervosa, con l’uscita per falli di Fantinelli e Cannon. L’inerzia pende dunque dalla parte della “Effe”. Una tripla pesante di Fantinelli e la precisione ai liberi di Della Rosa permettono agli uomini di coach Attilio Caja di scavare il solco decisivo (+6 a un minuto dalla fine). Inutile l’ultimo assalto abruzzese firmato da Robinson: il PalaDozza esplode alla sirena finale, con il punteggio di 89-85 per la Effe.
Le pagelle
MVP: non si può non darlo a Matteo Fantinelli, autore di una tripla doppia sfiorata (18 punti, 7 rimbalzi, 10 assist), che ha confermato di essere il cervello della squadra. In una partita caratterizzata da continui parziali e contro-parziali, la sua capacità di rallentare il gioco nei momenti di foga di Roseto e di accelerare per servire i compagni in transizione è stata magistrale. La sua “gestione lucida” citata nel recap si è tradotta in una distribuzione dei possessi quasi perfetta, riducendo al minimo le palle perse.
DA RIVEDERE: ci si aspettava qualcosa in più da Tommaso Laquintana e da Aristide Landi, con la loro grande esperienza anche in categorie superiori. L’esperto esterno parte bene ma poi cala molto e non riesce ad avere spazi. Il lungo lucano invece chiude a 0 e viene sempre ben contenuto.
Fortitudo
Della Rosa 7.5: in campo per tutta la partita, e in 40 minuti non smette mai di spingere e di prendersi i suoi tiri con grande coraggio. Nonostante la grande emergenza nel back-court, su di lui Caja può sempre contare.
Fantinelli 8: prestazione concreta su entrambe le metà campo per il capitano. Solita leadership infinita e grande capacità di trovare i compagni. Equilibratore totale.
Sorokas 6: stasera poco presente, scarse percentuali dall’arco e molto poco combattivo a rimbalzo, che di solito è la sua mattonella. Si sveglia nel secondo tempo, ma serata decisamente no.
Sarto 5: al solito, se battezzato e ben contenuto non riesce a sbloccarsi. Per fortuna stasera è sufficientemente coperto dai compagni.
Moretti 7: come si applica il ragazzo! ogni settimana sempre meglio, combatte sotto canestro contro gente più strutturata di lui e confeziona anche ottime giocate.
De vico 6.5: sta pian piano riprendendo la forma, pesca qualche buona giocata a rimbalzo e fa valere i muscoli.
Anumba 5: ben contenuto ed in serata no. Caja se ne accorge e lo lascia in campo pochissimo.
Guaiana 6: non è la sua categoria e si vede. trova comunque qualche buona giocata e pesca bene i compagni.
Coach Attilio Caja 7: con queste rotazioni molti allenatori avrebbero sbroccato. Lui invece le gestisce bene e valorizza sempre al meglio gli uomini che ha.
Roseto
Robinson 7: sembra entrargli tutto, nel primo tempo è perfetto dal campo. Nel secondo viene battezzato e cala un po’ in intensità.
Cannon 7: sotto canestro ha vita facile vista l’emergenza lunghi in casa Fortitudo. Fa valere la fisicità e si muove bene in post basso. Peccato per l’uscita causa falli.
Cinciarini 6.5: il grande ex compirà 43 primavere a giugno, eppure fa ancora tutta la differenza del mondo. Mette punti preziosi e gestisce ottimi possessi.
Petrovic 6: buone mani ed ottimo lavoro in fase di non possesso.
Timperi 6.5: anche lui tiene buone percentuali e si fa trovare pronto sugli scarichi.
Laquintana 5.5: parte bene ma poi cala alla distanza e risulta troppo nervoso nell’ultimo parziale.
Donadoni 6: pochi minuti ed alcuni preziosi punti.
Tsetserukou 6.5: ottimo contributo del bielorusso, che, pur essendo troppo spesso prevedibile e macchinoso, lavora bene sotto canestro.
Sabatino 6: pochi minuti ma vivace e preciso.
Landi 4.5: impalpabile e poco preciso, viene ben limitato dalla difesa e Bassi lo tiene in campo poco.
Coach Giovanni Bassi 6: la sua squadra, pur con tutte le difficoltà del caso, ha ben figurato. Pur contro una Fortitudo incerottata, ai suoi è mancata solo un po’ di lucidità nel finale.
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