Ci descriveresti la giornata tipo di uno studente-atleta in quel di San Francisco?
Seguendo quattro corsi accademici, ho giornate dove parto alla mattina alle 7 e arrivo alla sera alle 8 a fare le ultime classes. In mezzo abbiamo sempre e comunque allenamento di circa tre ore con aggiunta di video, meeting e riabilitazione. Nelle giornate dove finisco prima le lezioni serali, ho l’opportunità di andare a tirare dalle 9 alle 10 in palestra con alcuni compagni. Ora che giochiamo ogni due giorni è tutto più complicato: perdiamo lezioni ,ma fortunatamente mi aiutano a recuperare, i professori sono molto ragionevoli. Dal 3 fino al 18 dicembre avremo gli esami e quindi giocheremo solo due partite per darci modo di recuperare e affrontarli al meglio.
Riesci a seguire il campionato italiano dagli States? Cosa ti dicono i vari Pajola e Caruso riguardo al livello del nostro basket?
Purtroppo non molto, siamo tutti impegnati con le nostre vite e tenersi in contatto non è facilissimo, ma un messaggino in qua e la ce lo si manda.
Un piatto, una persona e un oggetto che vorresti avere sempre con te ma che devi lasciare “da noi” ogni volta che riparti dall’Italia per tornare negli Stati Uniti? Quale è invece l’elemento del quotidiano, scolastico e non, che porteresti volentieri qui da noi?
I tortelloni al ragù di mia nonna! Poi ci sono troppe persone per sceglierne una soltanto, quindi dico la mia macchina. Se posso sostituire una persona con un animale, allora scelgo il mio gatto. In Italia porterei volentieri i Normatechs: sono dei pantaloni giganti che aiutano la circolazione pompando aria e comprimendo e rilasciando il muscolo.
Hai modelli, sia a livello di “ruolo” che di ispirazione cestistica in generale, cui fai riferimento ogni volta che calchi il parquet?
Sicuramente molte persone hanno avuto impatti diversi nella mia vita, ma i miei genitori sono i miei eroi. Mio papà in particolare: fin da piccolino è stato il mio coach tecnico ed emotivo. Sa sempre cosa dirmi e come spronarmi: non ha paura ad essere completamente sincero con me, soprattutto per dirmi se gioco male o dove devo migliorare.





