Prosegue la striscia vincente della Germani Brescia che ha un record di 3-0, un inizio di stagione in controtendenza per le squadre di Magro che solitamente sono un diesel e ci mettono alcune giornate per ingranare. Questa contro Napoli comunque non è stata certo una passeggiata, nel primo tempo i partenopei son stati sempre vicini a Brescia e in alcune occasioni anche avanti ma poi hanno dovuto cedere contro una leonessa che ha potuto schierare tanti diversi quintetti grazie a rotazioni lunghe e a giocatori molto versatili. Con GamePlan andiamo a scoprire le chiavi tattiche del match.
Uno sguardo ai quintetti e agli accoppiamenti
Starting Five classico per coach Magro che schiera Christon-Della Valle-Petrucelli-Gabriel-Bilan, la risposta di Milicic è Pullen-Ennis-Sokolowski-Zubcic-Owens. Almeno inizialmente entrambe le squadre hanno difeso a uomo e quindi gli accoppiamenti sono stati quelli classici senza particolari colpi di scena.
Miro delle meraviglie
Il piano partita offensivo della Germani è tanto semplice quanto efficace: coinvolgere il più possibile Bilan in attacco sfruttando le sue doti fisiche e tecniche. Nel gioco spalle a canestro il centro croato è un vero maestro ma anche nel P&R sa rendersi molto pericoloso perché in questo inizio di stagione si è presentato in forma smagliante ed è quindi sufficientemente rapido anche nel rollare a canestro. Magro lo ha utilizzato non solo come terminale offensivo ma anche come point center, in grado di attirare i raddoppi dal post e scaricare per i compagni o di servire i tagli degli esterni negli short roll. In entrambi i casi lo ha fatto decisamente bene.
Oltre alla doppia-doppia e a quello che dice il tabellino Miro Bilan ( @M1roB1lan ) è stato preziosissimo vs. Napoli grazie ai suoi assist in situzioni di short-roll o dal post up#LBASerieA #GamePlan pic.twitter.com/DLVcIm5ph8
— Spel (@spel81) October 15, 2023
Niente 1-3-1 per Napoli
Contrariamente a quel che ci si poteva aspettare coach Milicic non ha schierato la sua famigerata zona se non in un alcune rare occasioni con una più classica zona 2-3 e comunque quasi sempre seguendo i tagli degli avversari. Entrambe le squadre dal punto di vista difensivo hanno cercato di far giocar male gli avversari e soprattutto di impedire o comunque limitare il tanto temuto gioco in transizione.
Akele: pochi minuti in campo ma di qualità
L’ex Treviso è stato davvero ottimo in difesa grazie agli stunt, ovvero a dei rapidi raddoppi su un giocatore “non di propria competenza” per poi tornare sul proprio uomo. Molto interessanti i quintetti con lui e Burnell, due giocatori in grado di cambiare su tutti gli avversari, in certi momenti è sembrato di rivedere la Brescia versione F8 di Torino nonostante alcuni interpreti siano cambiati.
Lever e le triple
L’ex Grand Canyon University ha messo in scena un piccolo show offensivo sfruttando al meglio gli spazi concessi dalla difesa bresciana che in almeno un paio di occasioni non è stata proprio perfetta. Il lungo della GeVi ha confermato i pregi e i difetti che lo contraddistinguono, ovvero di avere un ottimo jumper dalla lunga distanza ma anche di avere dei limiti difensivi dovuti alla sua stazza e alla sua mobilità.
La chiave del match: la profondità e la duttilità di Brescia
Abbiamo già detto che dal punto di vista tattico entrambe le squadre hanno offerto spunti interessanti e per quel che riguarda il risultato si sono equivalse per buona parte della partita. A fare la differenza nel secondo tempo son state le rotazioni lunghe e la capacità di adattarsi alle varie situazioni della partita nelle quali la Germani Brescia che ha potuto schierare quintetti molto versatili. Napoli ha forse pagato anche un po’ di stanchezza e una varietà di roster inferiore a livello numerico con rotazioni ad 8 rispetto ai 10 della leonessa.
Coach Magro ha dato tanto spazio allo starting five ma ha potuto schierare anche tanti quintetti atipici: con 3 guardie, con 3 ali, senza un play di ruolo sfruttando al meglio le rotazioni lunghe e la versatilità dei suoi giocatori. Petrucelli sui due lati, Massinburg nei giochi rotti, Burnell con la sua energia e i tagli sulla linea di fondo… Questa Brescia sembra avere gerarchie ben definite ma la sua forza è quella di trovare sempre protagonisti diversi, quando un giocatore è in difficoltà ce n’è sempre un altro pronto a prendere il suo posto e a portare il proprio contributo e i risultati sembrano confermare che la strada intrapresa è quella giusta.

