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GamePlan: il Brindisi di Milano

L’Olimpia Milano si rituffa in campionato ottenendo un largo successo sulla Happy Casa Brindisi per 79-88.  Mvp nelle fila dell’Olimpia è Baron, autore di 21 punti. Ottime risposte da quasi tutti i giocatori chiamati in causa da Messina, mentre nelle file di Brindisi sono mancate quasi tutte le bocche da fuoco principali per poter impensierire la squadra ospite. Bottini rimpolpati troppo tardi a buoi ampiamente scappati. In GamePlan cerchiamo di approfondire alcuni dei temi tattici della partita del PalaPentassuglia.

Pick and roll

Termine che ormai abbiamo sentito diverse volte in queste ultime settimane ma la rinnovata linfa vitale dell’attacco milanese passa proprio da una migliore interpretazione di questo fondamentale. Ancora una volta le collaborazioni tra gli handler e i lunghi milanesi ha creato grossi problemi alla difesa.

Nel gameplan di Messina l’idea era quella di attaccare fin da subito Perkins. Il centro di Brindisi non è di certo un mostro di rapidità laterale, ma la sua stazza poteva essere un problema negli isolamenti in post. Quale modo migliore per renderlo meno efficace ? Farlo stancare in difesa per provare ad averlo meno lucido in attacco.

E su questa situazione l’Olimpia ha optato per le letture di Pangos e Napier in collaborazione con Melli per generare vantaggi, extrapass e tiri aperti. Tutto questo è anche reso possibile dalla insospettabile sintonia che Melli sta mostrando con i due “nuovi” compagni di squadra.

La sua capacità di forzare i cambi difensivi offre sempre un ulteriore linea di passaggio per i compagni di squadra.

Lato debole

14 punti Tonut e 21 di Barono: sono le cifre dell’ottima prestazione dei due esterni milanesi. Prestazione resa possibile grazie all’ottimo coinvolgimento del lato debole nell’attacco di Milano.

L’ex Zenit ha interpretato molto bene le uscite dai blocchi che lo staff ha disegnato per lui. E ancora una volta, oltre a segnare a ripetizione, ha offerto letture offensive ottime per servire i mismatch dovuti ai cambi difensivi che Brindisi ha provato ad attuare per negargli il tiro.

Tonut perfetto nel farsi trovare in angolo e attaccare le rotazioni della difesa con il suo primo passo. Se le due PG hanno spesso generato i vantaggi, lui ha lavorato molto bene per mantenerli e ampliarli.

Difesa e transizione

Altra chiave della vittoria è stata la difesa di Milano che ha tolto i principali scorer della squadra di Vitucci, ma soprattutto gli ha negato la transizione, solitamente benzina per il basket dal alto ritmo delle squadra del coach ex Benetton.

La presenza contemporanea di due o tre esterni di taglia molto piccola ha spinto lo staff milanese a mettere in campo una difesa maggiormente di contenimento e fatta di aiuto e recupero, a discapito degli switch aggressivi che si sono visti negli ultimi anni a Milano.

La presenza di Voigtmann a maggior ragione ha spinto Messina ha optare per scelte difensive atte a spingere i palleggiatori sugli aiuta, passando sopra il blocco nei pick and roll, rimanendo alle spalle del palleggiatore e “costringendo” l’avversario a un palleggio, arresto e tiro dalla media distanza e negando le incursioni al ferro e i tiri da 3.

Scelta che ha pagato grossi dividendi viste le difficoltà di Brindisi per almeno 3/4 di partita.

1 vs 1 abbiamo un problema

Il grosso problema della partita di Brindisi è stato il contenimento degli 1 vs 1 di Milano. Tutti gli esterni di Vitucci hanno avuto grossi problemi nel contenere i rispettivi avversari nelle situazioni di isolamenti e di pick and roll. Grossi problemi anche solo nel tenere quei due palleggi che avrebbero permesso di spingere gli esterni dell’Olimpia verso l’aiuto a centro area di Perkins o Bayehe.

Proprio la base di ogni difesa di squadra è mancata a Brindisi: questo ha permesso all’attacco di Milano di trovare ottimi tiri grazie alle numerose soluzioni a sua disposizione.

Cercasi Bowman e Reed

L’altro grande problema della partita di Brindisi è stata la cattiva prestazione di due dei suoi uomini di riferimento. 4 punti il primo, 8 punti il secondo, cifre che racchiudono una giornata difficilissima. La difesa di Milano ha fatto un ottimo lavoro di contenimento su di loro, tirandoli fuori dalla partita e costringendo Vitucci a trovare vie alternative per mettere punti a tabellone. Nonostante loro fossero due degli indiziati a punire gli accoppiamenti con Napier e Baron, non hanno saputo sfruttare quelli che potevano essere degli anelli deboli della difesa di Milano.

Più e meno di Brindisi

Nonostante la brutta sconfitta, Vitucci ha ottenuto anche risposte positivi da due giocatori: Harrison e Mezzanotte.

Il primo lo conosciamo e siamo al corrente del suo indubbio talento. E’ tutto suo il parziale che nel secondo quarto sembra dare una breve illusione ai padroni di casa di poter rientrare dopo che Milano era scappata sul +20. I suoi isolamenti i 1 vs 1 hanno messo in grossa difficoltà un difensore come Tonut. I suoi 10 punti in fila hanno contribuito fortemente ai 26 punti segnati da Brindisi nel secondo quarto.  L’autonomia è poca ma Vitucci sta recuperando un’importante arma per la cosa finale ai playoff.

Il secondo ottimo in tutte quelle cose necessarie nelle pieghe della partita. Bene a rimbalzo con 5 carambole totali e un gran lavoro nel battagliare con lunghi di alto livello, a cui ha aggiunto un prezioso 2/5 al tiro da 3 e 13 punti totali.

Menzione speciale per Perkins. Se i numeri sono stati ottimi, meno è stato il suo reale impatto sulla partita. Il tabellino cita 15 punti e 12 di valutazione ma non tiene conto degli enormi problemi che ha creato alla sua difesa sul pick and roll, oltre che una grosso difficoltà nel gestire la mobilità di un lungo come Voigtmann.

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