Tutti ma non Napier e Baron
Approccio già visto in gara 1, ma in gara 2 Scariolo accentua ancora di più l’intenzione di togliere presto la palla dalle mani di Napier e Baron. Se in gara 1 la Virtus opta per un show aggressivo, in gara 2 va proprio per un raddoppio sistematico sul pick and roll per costringere i due handler milanesi a scaricare in emergenza al rollante. Costringere Hines e Melli a mettere palla a terra il più possibile e togliere ritmo all’attacco di Milano.
Hackett, Abass e parzialmente Pajola fanno un grandissimo lavoro nel non cambiare sui blocchi e nel riuscire a passare sopra il blocco. Raddoppio e se la palla veniva scaricata si ruotava per intasare l’area sul roll, se invece il giocatore di Milano manteneva il possesso e provava a giocare il re-pick, allora la scelta quella di spingerlo dentro per toglierlo da perimetro e mandarlo contro il drop.
Scelta giustissima perché toglie tantissimo ritmo a Napier, mentre Baron aggira l’ostacolo aumentando il ritmo dell’azione e entrando più velocemente nei set offensivi.
La strana coppia
Una delle variazioni sul tema di Scariolo in gara 2 è stato il pick and roll tra Cordinier e Shengelia. Viste le difficoltà dei principali focus offensivi della Virtus, l’allenatore bresciano prova a mischiare le carte e a sfruttare le gambe esplosive del francese e la capacità di attaccare dal palleggio del georgiano.
Nel primo tempo questa soluzione mette in grossa difficoltà Milano, con nessun esterno milanese in grado di contenere l’attacco al ferro del francese dopo il pick. Il blocco di Shenghelia è perfetto, Cordinier gioca con tempi ottimi e crea separazione, andando a puntare un cambio difensivo che il più delle volte non ha il passo per tenerlo.
L’unico appunto, o forse curiosità (nessuno di noi pensa di poter insegnare il mestiere a Scariolo), è il maggiore uso di tiratori in angolo che permetterebbe di aprire ulteriormente l’area.
Insospettabile
Se all’inizio della partita ci avessero detto che Milano avrebbe prodotto i migliori momenti di pallacanestro con Baron in regia rispetto a Baron tiratore come minimo qualche sopracciglio lo avremmo alzato, ma il campo ha detto proprio questo. Nel secondo quarto, quando Milano non riesce a fare canestro per diversi minuti, si deve affidare a lui per venire fuori dalla secche e allo stesso tempo dare fiato a Napier braccato a vista dalla difesa.
La difesa Virtus morde e Messina chiede al suo uomo di fiducia di alzare il pick and roll e di giocare in velocità, sfruttando la capacità di aprirsi di Voigtmann. Ancora una volta sfrutta l’accoppiamento difensivo con Belinelli per trovare una falla in un sistema difensivo che fino a quel momento aveva funzionato alla perfezione. La sua maggiore rapidità a entrare nei set offensivi, unita alle sue letture, hanno permesso a Milano di riprendere ritmo.
Questione di percentuali
In chiusura di GamePlan non possiamo fare a meno di constatare che la differenza l’ha fatta la percentuale al tiro finale. Gli errori di Hackett e Shengelia dalla lunetta da un lato, la freddezza di Shields e Melli dall’altra. Spesso ci sforziamo di parlare di piani partita, scelte o difese di vario tipo, ma poi tutto viene deciso da un tiro che entra o esce, o da un pallone che fa un giro in un modo nell’altro sul ferro. La componente aleatoria che rappresenta il motivo per cui si giocano le partite.




