Nello scorso weekend è tornata in campo l’LBA con le partite valevoli per la prima giornata di campionato. Al PalaSerradimigni, la Dinamo Sassari ha ceduto sotto i colpi della GeVi Napoli. La partita ha evidenziato una differenza netta tra le due compagini, sia nel risultato che nel gioco. Qualche scusante c’è per la squadra di Bucchi, che ha patito molte assenze sia in preseason che in questo effettivo inizio di campionato, mentre Milicic può gioire per quanto mostrato in campo dai suoi ragazzi. Proviamo ad addentrarci un po’ più nel dettaglio della gara di ieri, allora, con il nostro GamePlan.
Qualità in regia
In casa GeVi Napoli c’era tantissima attesa per l’esordio della coppia Ennis-Pullen, e i due esterni non hanno deluso le aspettative. L’ex giocatore dei Lakers ha amministrato magistralmente l’attacco dei suoi, dettando i ritmi alla squadra e trovando costantemente soluzioni per sé e per i compagni. Pullen, invece, si è messo più in proprio risultando prima inarrestabile nell’uno contro uno in penetrazione, e chiudendo la pratica poi con delle triple di tutto talento nel terzo quarto. Oltre a questo, i due hanno mostrato anche di poter invertire il proprio ruolo in qualche occasione grazie alle proprie caratteristiche. Ennis, seppur deragliando in un paio di azioni, ha mostrato di possedere talento offensivo per segnare canestri da sé, così come Pullen ha mostrato di potere in ogni momento servire i compagni con i tempi giusti. Insomma, se continueranno così i due potranno far sognare i tifosi napoletani.
Povertà e ricchezza di soluzioni
Oltre alla coppia già citata, la GeVi Napoli ha goduto di una ricchezza di soluzioni offensive e difensive decisamente superiore rispetto alla Dinamo. La squadra di Milicic, infatti, ha trovato canestri e intensità anche dai vari Sokolowski, Zubcic e Owens. Menzione particolare va data soprattutto al lungo croato, che ha rappresentato un rebus irrisolvibile per gli avversari. Zubcic si è reso pericoloso in post, con i propri roll, fuori dall’area con le triple e in qualche occasione addirittura uscendo da un blocco. Sassari, al contrario, ha patito le molte assenze, che hanno privato Bucchi di riferimenti e soluzioni nei momenti più difficili. Soprattutto nel primo tempo, con un Whittaker fuori ritmo e spesso lontano dalla palla, la Dinamo ha faticato molto a creare dal palleggio. La soluzione prescelta stava nell’uscita di Kruslin dai blocchi per provare a muovere i campani, ma la difesa messa in piedi dalla GeVi ha messo la museruola alla guardia di Sassari. Una volta fallito questo set, il gioco dei sardi ristagnava, con poco movimento e soprattutto nessuno a togliere le castagne dal fuoco a giochi rotti. Con un Tyree in più, e un Whittaker che crescerà in prestazioni, Bucchi spera di ovviare a questo problema.
Lo scioglimento definitivo
Passando a qualche voce statistica, sicuramente i due dati che hanno ferito di più la Dinamo sono state le 16 palle perse e il 37.5% da tre. Le percentuali da fuori area non sembrano così negative, ma soltanto perché rialzatesi (inutilmente) nell’ultimo quarto. Se poi le si confronta con il 53.1% degli avversari, è facile comprendere la disparità tra le due squadre. Per quanto riguarda i turnovers, invece, la squadra di Bucchi ne ha sofferto particolarmente nel terzo quarto, nei minuti in cui si è concretizzato l’allungo definitivo di Napoli. La GeVi ha sfruttato le disattenzioni e la fiducia calante dei giocatori sassaresi, alzando i ritmi in transizione e punendo molto dall’arco. A quel punto, la partita è diventata praticamente irrecuperabile per la Dinamo.
La buona notizia
In casa Dinamo al momento è lecito vedere tutto nero. Bendzius ha subito un infortunio pesantissimo al tendine d’Achille, Tyree ha praticamente saltato gran parte della preparazione con la squadra, Charalampopoulos dovrà rientrare dall’infortunio che lo ha tenuto fuori in questa prima di campionato. Tuttavia, buoni segnali arrivano da McKinnie. L’ultimo acquisto di Sassari da pochissimi giorni si trova in Sardegna, ma contro Napoli ha mostrato qualche flash interessante, facendosi trovare tutto sommato abbastanza pronto al suo esordio. Certo, dei suoi 15 punti finali molti sono arrivati in garbage time, ma sono comunque indizio di un giocatore che potrebbe portare atletismo, tiro e intensità alla squadra. Bucchi può quindi tirare fuori una notizia tutto sommato positiva dalle ceneri di una gara molto difficile.





