Quaranta minuti separano Trieste da un sogno, come riporta Citysport. Stasera alle 20 si gioca gara-5, e la Pallacanestro Trieste arriva all’appuntamento con il vento in poppa dopo aver ribaltato una serie che sembrava compromessa, trasformando una situazione disperata in qualcosa che ricorda la resurrezione dell’Araba Fenice.
Gara-4 racconta una storia di carattere. Nei primi venti minuti i biancorossi hanno perso quattordici palloni, un numero che avrebbe potuto affossare chiunque. Invece Trieste ha trovato la chiave nel momento più difficile, proprio quando uomini come Ramsey e Toscano-Anderson erano in evidente difficoltà. Il risultato finale — 83-77 — certifica una rimonta costruita con pazienza e concretezza, con parziali che raccontano una partita ribaltata nel terzo quarto (63-56 dopo tre periodi) dopo essere stati sotto all’intervallo lungo.
Il fattore Bannan e la legge dei numeri
Il nome che domina questa serie ha un solo cognome: Bannan. Il lungo australiano è il punto di riferimento assoluto di Trieste, ma la sua influenza si misura anche in negativo sull’avversario. Con Della Valle rimasto in campo appena dieci minuti, Brescia ha perso il suo principale riferimento offensivo, e Bannan ha contribuito in modo determinante a togliere certezze alla Germani.
C’è poi una statistica che vale come legge: nelle due partite in cui Bannan è rimasto sotto la doppia cifra di punti, Trieste ha vinto entrambe le volte. Un paradosso solo apparente, perché significa che quando la squadra non dipende esclusivamente da lui, il collettivo funziona meglio. In gara-4 Bannan ha chiuso con 18 punti (4/7 dal campo, 3/4 da tre), affiancato da Ross, anch’egli a quota 18, e da un Sissoko che ha sfiorato la doppia-doppia con 15 punti in 7/8 dal campo.
Sul piano della qualità offensiva nell’area, i numeri di gara-4 sono eloquenti: il 66% di realizzazione dentro l’area, con un complessivo di 21 su 32 tentativi. Trieste ha saputo fare legna sotto i tabelloni, e questo ha fatto la differenza.
Trieste: il rebus delle rotazioni: Sissoko o Uthoff?
L’allenatore Taccetti si presenta alla partita più importante della stagione con un interrogativo tattico da risolvere. Sissoko, dopo la prestazione di sabato, è in pole per mantenere il suo posto nelle rotazioni a scapito di Uthoff. La scelta non è banale: da un lato c’è la continuità con chi ha appena dimostrato di poter incidere, dall’altro la tentazione di rimettere in campo un’alternativa diversa.
Stasera la risposta arriverà sul parquet. Trieste sa che questa è una partita da vincere fisicamente, come suggerisce già il titolo con cui la città si presenta all’appuntamento. L’occasione è stata costruita, la serie è stata ribaltata: ora mancano solo quaranta minuti.
