Gianluca Basile non usa mezzi termini per descrivere lo stato attuale della pallacanestro. In un’intervista a Quotidiano Sportivo, alla domanda su dove stia andando la palla a spicchi, risponde prima con un laconico “E che ne so?”, per poi affondare il colpo:
“Allora la vedo male. Anzi, malissimo. Sono tutti attirati dal dio denaro”
L’ex azzurro punta il dito contro l’inseguimento della mentalità americana:
“Adesso nascerà la NBA Europe, che risponde molto Alla mentalità americana. Che non discuto, è un altro mondo. Ma è diversa da quella di noi europei. Vogliono solo fare i soldi”
Basile critica questa deriva commerciale, spiegando che un’espansione del genere avrebbe senso solo “se le squadre NBA giocassero in Europa. Ci fosse un confronto sul campo. Invece vogliono importare un modello per fare soldi”
E a proposito dell’Eurolega aggiunge:
“Oggi l’Eurolega dal punto di vista economico è un bagno di sangue. Ma almeno è bella e avvincente da vedere.”
Consapevole delle possibili critiche di chi lo considera legato al passato, anticipa i giudizi:
“So l’obiezione che mi sarà posta. Sono un vecchio rincoglionito. Mi hanno insegnato ad accettare i cambiamenti. Li accetti se vedi un domani, un futuro, un miglioramento. E invece…”.
Spostando l’attenzione sulla realtà di Bologna e sul nuovo corso della Virtus, Basile confessa di conoscerla poco ma loda il nuovo tecnico:
“C’è Mumbrù come coach. Me lo ricordo come rivale a Badalona e Madrid. Un avversario di grande livello e carattere. Farà bene anche in panchina”
Del roster bianconero, che inquadra in parte come un gruppo di “scommesse” per via della riduzione del budget, esalta capitan Daniel Hackett:
“Daniel, grandi ricordi. Le sue prime esperienze in nazionale. Un leone. Se sta bene, ma andrà gestito, fa la differenza. E’ uno dei pochi con i quali ho giocato”
Sugli altri compagni di un tempo taglia corto con ironia:
“Basta. Gli altri sono tutti come me. In pensione, o a tagliare siepi o nella RSA”
Nonostante il suo noto attaccamento ai colori fortitudini, spende parole di enorme stima per il patron della Virtus Massimo Zanetti:
“Ero e resto fortitudino. Ma sono un appassionato di basket. Non posso farmi accecare dal tifo. L’ho detto prima, tutti pensano al dio denaro. Nel basket non guadagni. Zanetti ha messo soldi, tanti. La Virtus e Bologna non possono che ringraziarlo”
Il cuore di Basile batte ovviamente sempre per la Effe. Sulla finale promozione sfumata, ci tiene a sottolineare che “i tifosi sono stati vicini lo stesso alla squadra perché hanno visto l’impegno”. Al nuovo coach Demis Cavina, che definisce “fortunato”, ricorda cosa significa quella piazza:
“Allenare la Fortitudo è qualcosa di speciale. Il basket è emozione, passione, sentimenti. Salire quei gradini e trovarsi il paladozza davanti non ha prezzo. E’ un’emozione che rivivo ancora”
Dopo aver auspicato un ritorno del derby nel 2027 (“Lo merita la città di Bologna, lo meritano i tifosi della Fortitudo. Lo merita Zanetti”), Basile chiude con una bellissima riflessione su Jannik Sinner e sul valore del gruppo, smentendo che il tennista vinca da solo:
“Sì, in campo ci va Jannik. Ma se raggiunge certi risultati è perché ha creato una squadra eccezionale. Allenatore, fisioterapista, mental coach. Poi, Jannik ha una dote per la quale lo amo alla follia: lavora, lavora e poi ancora lavora. Solo così migliori e diventi il numero uno”
