La nuova Virtus Bologna sta prendendo forma con una filosofia ben definita: puntare su gioventù, ambizione e potenziale futuro, mantenendo sempre un occhio di riguardo alla sostenibilità finanziaria. Le operazioni di mercato condotte finora delineano un gruppo profondamente rinnovato rispetto al recente passato. Come riportato da Il Corriere dello Sport, i nuovi innesti registrano un’età media di 24,6 anni, abbassando il dato anagrafico di ben due anni e mezzo rispetto a chi ha salutato le Due Torri. Profili dalle caratteristiche diverse come Marcus Carr, Davide Casarin, Tommaso Baldasso e Bobi Klintman garantiscono quell’energia, quell’intensità e quell’atletismo ormai indispensabili nella pallacanestro continentale moderna.
Questo ringiovanimento, voluto dal club per il sistema di coach Alex Mumbrù, non è un semplice calo anagrafico, ma la chiara volontà di creare una base con ampi margini di miglioramento. Tuttavia, la costruzione del roster è tutt’altro che conclusa. Se da una parte la freschezza atletica porta grande entusiasmo, dall’altra, per affrontare una competizione spietata come l’Eurolega, serve anche tanta malizia cestistica. Al netto del prossimo arrivo in prestito di Kevin Kokila, di cui si attende solo l’ufficialità, i futuri movimenti di mercato dovranno necessariamente aggiungere quel vissuto che attualmente manca.
Al momento, infatti, il solo Tommaso Baldasso, tra i volti nuovi, può vantare presenze nella massima rassegna europea, maturate durante i suoi trascorsi a Milano. Di conseguenza, le prossime mosse della dirigenza bolognese saranno mirate a inserire elementi in grado di unire indubbie qualità tecniche a un solido bagaglio internazionale. Lo scopo finale è trovare il bilanciamento perfetto tra l’imprevedibilità e la fame dei giovani e le certezze necessarie per essere competitivi ad altissimo livello sia in Italia che in Europa.
