Un Gianmarco Pozzecco decisamente sorridente si è presentato in conferenza stampa, dopo l’incredibile vittoria dell’Italia sulla Serbia nella prima partita del secondo girone di Manila. Il coach della nazionale, comunque, ha esordito in modo non convenzionale non parlando della partita, ma ringraziando il pugile Manny Pacquiao dell’accoglienza riservatagli a cena la sera prima.
Lasciatemi iniziare raccontando una storia. Qui nelle Filippine siete tutti persone amorevoli, e io sono cresciuto con il mito di Manny Pacquiao perché amo la boxe. Un paio di volte ho detto che avevo il desiderio di incontrarlo ed è vero, ma mai mi sarei aspettato che mi avrebbe invitato a casa sua per cena. Ieri sera è successo e tutti voi filippini dovete essere orgogliosi di lui, perché è una persona fantastica, umile. Mi ha sorpresa, perché è una vera leggenda della storia dello sport.
Sulla partita:
Voglio congratularmi con la Serbia perché hanno giocato bene, li rispettiamo molto come esseri umani e giocatori di basket. Per questo, siamo pieni di orgoglio nella vittoria. Come ha detto Simone non ci siamo mai arresi, sotto di 16, e non era facile specialmente contro di loro. Come vi ho detto precedentemente io voglio bene a questi ragazzi. Attaccate me, in Italia mi attaccano sempre, ma io continuerò a fare il mio lavoro come voglio io e non come alcuni italiani vorrebbero.
I campioni come Datome e Pacquiao:
Sì, con Pacquiao abbiamo giocato a scacchi, ho perso e gli ho detto che avremo la rivincita sul ring. Ma dopo stasera ho perso 5-6 anni, sono diventato ancora più vecchio e non ho la forma giusta per andare sul ring. Manny è una persona davvero brava, come Gigi è una leggenda. Per Gigi giocare questi Mondiali non sarebbe facile, ma lui è diverso da tutti gli altri. E lasciatemi aggiungere, Fontecchio sarà free agent e io lo rappresento (scherzando, ndr), non chiediamo meno di 10 milioni e sarà la prima volta nella storia dell’NBA che l’agente prenderà almeno il 30% (ride, ndr).
Sulla differenza punti con la Repubblica Dominicana:
No, non c’è stato un momento per pensarci. Ma siamo sicuri che la Serbia giocherà per vincere la partita.
L’Italia è lo spauracchio della Serbia, qual è il segreto del Poz?
Come vi ho detto prima li rispettiamo molto e ci vogliamo bene a vicenda, siamo nello stesso hotel e sono bravi ragazzi. Per questo rispetto forse i miei giocatori danno ancora di più per batterli. Io non sono un genio, sono solo un coach che mette tutto nelle mani dei giocatori. Mi fido di loro e loro vincono la partita, io la perdo.
Sulla grande prestazione di Severini:
Achille ha fatto una grande partita, Pippo è uscito con 5 falli. L’ho detto non sufficientemente, ma Severini è un grande giocatore e ci ha aiutato molto, è un giocatore da Eurolega. Il rispetto che i nostri giocatori nel nostro campionato hanno è ridicolo, la dimostrazione è questa. Crediamo nei giocatori, io ho uno staff clamoroso focalizzato 24 ore al giorno e la prima cosa che fanno è prendersi cura dei giocatori, stargli vicino. Da un percorso di questo tipo, avendo i ragazzi il nostro rispetto, viene fuori questa sorta di affetto che poi i giocatori quando vanno in campo sentono. E poi quando vinci è ancora più bello, non ho altri modi di vivere lo sport e questo è per me il più entusiasmante.
Un’altra cosa, voglio ringraziare il mio presidente perché mi è stato vicino indipendentemente da quello che si pensa. Siamo veramente molto uniti.
Sul lavoro fatto da Gianmarco Pozzecco e dal suo staff ogni giorno, in mostra anche nel momento più difficile:
Sei troppo gentile, la verità è che sotto di 16 quando ho mandato Gigi sul cubo del cambio gli ho chiesto: “Fammi una cortesia, fammi due canestri”. Ha esagerato, anche con una schiacciata. Le partite le vincono i miei giocatori, che giocano una pallcanestro straordinaria perché sono in grado di farlo. Non tutti lo sanno ma partite come queste sono straordinarie da vivere per me per un motivo molto semplice, perché apprezzo in modo maniacale che loro abbiano la possibilità di dimostrare a tutti che i giocatori italiani sanno giocare. Simone e Melli non devono più farlo ma lo fanno per i loro colleghi, e questa è una cosa bellissima.
Questa è la thrilla in Manila dell’Italia, il punto di svolta?
siamo partiti da Folgaria facendo calcoli strani tra di noi, staff e giocatori… siamo partiti da quello che pensavano di noi. Oggi tutto sommato penso che la gente abbia cambiato idea e i ragazzi se lo meritano.
