In un intervento tecnico ad Area 52, Gianmaria Vacirca ha affrontato uno dei temi più scottanti dell’Eurolega attuale: le difficoltà simultanee di leggende della panchina come Ettore Messina, Zeljko Obradovic e Pablo Laso, che insieme vantano 15 titoli europei.
Coincidenze e logorio nella gestione settimanale
Per Vacirca non si tratta di un declino tecnico, quanto di una serie di fattori ambientali e di un cambiamento radicale nel ritmo del lavoro quotidiano.
“Secondo me sono delle coincidenze. Devi anche considerare che oggi poi ci sono anche dei ritmi e c’è un trascorso, un vissuto, c’è una vita che si fa con l’Eurolega… non ci si allena poi nel senso che oggi il lavoro dell’allenatore è un lavoro cambiato per quella che è la gestione della settimana, è complicata”. “Sono tre situazioni diverse. Hai trovato un comune denominatore ma ognuna ha una sua diversa connotazione”.
I casi specifici: Messina, Obradovic e Laso
Vacirca entra nel dettaglio delle singole situazioni, spiegando i retroscena che hanno portato questi coach a vivere momenti di crisi nei rispettivi club.
“Quella di Ettore era una cosa che lui aveva dentro di sé da un po’ di tempo, cioè non è una cosa che è nata dall’oggi al domani… ci sono stati anche episodi nel passato che avevano in qualche maniera dato modo a lui di riflettere e gli va dato atto che è una persona che ha sempre posto lui il problema”. “Per quanto riguarda Obradovic credo che quest’anno mi è sembrato che lì ci fosse un po’ una pentola in ebollizione”. “Laso ha avuto un lunghissimo percorso nel suo grande club e il ricollocarsi oggi in tre realtà differenti non è così facile e automatico, ha dovuto maneggiare situazioni differenti, leghe differenti, ambienti differenti”.
Il futuro: torneranno in panchina?
Nonostante le attuali difficoltà, Vacirca è convinto che la carriera di questi grandi allenatori non sia affatto giunta al termine.
“Alla domanda se li rivediamo in panchina in Eurolega o potrebbero essere arrivati alla fine, secondo me li rivediamo. Sì, secondo me sì”. “Oggi l’Eurolega ha preso un trend molto più orientato verso l’attacco, si segna tantissimo e si gioca a un ritmo decisamente alto”.
