Gianni Petrucci non ha nessuna intenzione di rispondere alla domanda che, come lui stesso ammette, lo accompagnerà fino alla fine del mandato: si ricandiderà alla presidenza della Federazione Italiana Pallacanestro nel 2028?
Ospite di Radio Radio, il numero uno della FIP ha glissato con la consueta ironia, trasformando la questione in un momento quasi di autocompiacimento:
«Questa domanda me l’aspetterò da qui alla fine del mandato. Se la chiedete a un presidente che non conosce nessuno, non fa notizia. Se lo chiedete a me, i siti come si divertono! Io godo su queste cose, è la mia forza. Non dico nulla, non devo dire nulla.»
Per smorzare ogni speculazione sull’età, Petrucci ha tirato in ballo due nomi pesanti: il presidente brasiliano Lula, suo coetaneo, e Donald Trump, che di anni ne ha addirittura uno in meno. Un modo per dire che l’anagrafe, da sola, non è un argomento sufficiente:
«Io sto al mio posto, sereno e tranquillo, fino a quando il Signore mi darà, presumo, la salute. Non ho problemi. Non dico nulla, e chi tace non dice nulla. Chi tace è assolto, si diceva.»
Petrucci ha infine anticipato che nei prossimi due anni la domanda tornerà, e lui è già pronto ad accoglierla nello stesso modo. Una non-risposta che, in fondo, dice già molto.





