Home Lega Basket Grant Golden: “La pallacanestro è uno sport di famiglia”

Grant Golden: “La pallacanestro è uno sport di famiglia”

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Grant Golden
Credits Ipa Agency

Ospite dell’ultima puntata del nostro One to One è stato Grant Golden, centro della Vanoli Cremona, che si è raccontato ai nostri microfoni in una bellissima intervista. In questo estratto Grant ci parla del perché abbia giocato a basket e dei momenti difficili vissuti ai tempi dell’università.

Pallacanestro, una passione di famiglia

“Mio padre ha giocato al college a Fairfield e Hartford. E poi,purtroppo, dopo il secondo anno, ha dovuto subire un trapianto di rene. Quindi, ha dovuto smettere. Ma crescendo, questo è stato lo sport che abbiamo praticato. Mio fratello e io abbiamo giocato a tutto quando eravamo giovani. Ma lui ci ha decisamente spinto verso il basket un po’ di più. Ed è quello di cui ci siamo innamorati entrambi. Fin dalla età, cinque, sei anni, la pallacanestro è stata quella che sapevamo di voler fare.

Oltre al basket abbiamo giocato a football americano, baseball, abbiamo fatto di tutto quando eravamo giovani. In realtà ho giocato a baseball al liceo, perché la scuola che ho frequentato negli ultimi tre anni era una piccola scuola e dovevamo praticare uno sport ogni stagione. Quindi, giocavo a baseball in primavera. Ho praticato anche altri sport, ma la pallacanestro è stata quella che ho deciso di praticare. che ho deciso di praticare una volta arrivato alle scuole medie.”

Momenti difficili

“Sì, è stata molto dura. Quando ero al liceo mi sono rotto la caviglia, poi l’operazione al cuore al primo anno di università. Certo, è stato difficile riprendermi, ma il merito è delle persone che mi circondano, degli allenatori che ho avuto, dei miei familiari, ovviamente tutti mi hanno sostenuto molto. Senza di loro non ce l’avrei fatta. Ma non non ho mai pensato che questo mi avrebbe impedito di giocare o cose del genere. Sapevo che sarei stato in grado di tornare e ho avuto ottimi medici che si sono presi cura di me. Da allora non ho più avuto problemi. Quindi, mi considero una persona molto, molto fortunata in questo senso”.

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Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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