Stipendi e sciopero
Poi, c’è il capitolo stipendi: come riportato da BeBasket, infatti, il club francese è ancora piuttosto indietro nel pagamento degli stipendi ai giocatori e delle fatture ai fornitori.
Prima della partita dello scorso 13 gennaio nel campionato francese contro il Gravelines-Dunkerque, i giocatori erano pronti a scioperare e a non presentarsi in campo a causa dei ritardi negli stipendi. La situazione è parzialmente rientrata, visto che la società ha provveduto al pagamento di alcuni degli stipendi di novembre ma non a tutti. Gli stipendi di dicembre non sono ancora stati versati e a breve dovrebbero essere pagati anche quelli di gennaio, insomma, una situazione tutt’altro che idilliaca.
Il contesto attuale del Monaco lascia sicuramente dei dubbi sulla continuità del progetto a lungo termine. Non è un caso che quando EuroLeague ha deciso di allargarsi a venti squadre la scorsa estate, tra le nuove licenze assegnate non ve ne fosse una per il Monaco. Già quella scelta doveva far riflettere sulla situazione attuale del club francese. Perchè non dare una licenza triennale ad una squadra che ha svolto due Final Four nelle ultime tre stagioni? Evidentemente anche i vertici di EuroLeague erano preoccupati dalla situazione interna del Monaco e il problema del palazzetto troppo piccolo era solo una ragione secondaria.
Adesso, il rischio è che a fine stagione la squadra possa essere ridimensionata notevolmente, se la situazione finanziaria del club non subirà un netto miglioramento nei prossimi mesi. La situazione del Monaco, per molti versi, rappresenta lo specchio di quello che è EuroLeague come competizione: una facciata funzionante con un prodotto di livello sul campo ma che in profondità nasconde problemi strutturali notevoli e un’insostenibilità di fondo difficilmente risolvibile con il modello attuale.





