HomeLega BasketHarrison e Bilan, debutti amari ma impatti diversi

Harrison e Bilan, debutti amari ma impatti diversi

Un D’Angelo per spiccare il volo

L’altro matrimonio ha coinvolto un protagonista a tutto tondo quale D’Angelo Harrison. Così come a Sassari anche sul litorale di Brindisi sono partiti i festeggiamenti, ma c’è anche chi ha voluto rincarare la dose di euforia lanciando sul tavolo il nome di Darius Thompson. Una reunion che non avrà luogo, e in fondo può andar bene anche così.

Ferdinando Marino e Stefano Sardara sono sempre stati attaccati alle loro creature e con questa mossa hanno cercato di unire l’utile al dilettevole. Ebbene, qui siamo di fronte alla principale discrepanza tra le due operazioni. Nel caso della Happy Casa “Dee” Harrison rappresenta una reale necessità, soprattutto alla luce dell’addio burrascoso di Jeremy Chappell. La truppa di coach Vitucci ha rivisto al ribasso le proprie ambizioni, riuscendo comunque a centrare nuovamente l’obiettivo delle Final Eight di Coppa Italia, e ciò ha provocato più di un mormorio in un ambiente ormai abituato a cenare nei ristoranti “da 100€”,

Leadership e carisma sono le principali qualità che l’ex Le Portel dovrà mettere al servizio della squadra, ancor più del suo bottino realizzativo. I punti DH7 li ha sempre portati alla causa, a maggior ragione in un periodo di carestia offensiva di “primi violini” oltre a Nick Perkins. Rispetto a Bilan il numero 7 della Stella del Sud ha avuto un altro impatto contro Pesaro, riuscendo ad alternare momenti di trance agonistica (triple in contropiede un po’ affrettate) a situazioni di grande abnegazione (rimbalzi offensivi e una difesa su Sanford e Tambone più che discreta). In generale Harrison ha dato l’impressione di essere già ben integrato nei meccanismi di Vitucci (a differenza di Bilan, plasmato dal biennio con il Poz), pur con un paio di allenamenti in canna. I grandi dubbi? La coesistenza con Gentile in primis, un potenziale boomerang che potrebbe affossare la rinascita brindisina. Ma se il talento riuscisse a offuscare i fragili equilibri di spogliatoio, allora sì che a Brindisi si potrà tornare a essere “Happy”.