Il ritmo serrato dell’Eurolega non concede tempo per rimuginare. Dopo il ko contro il Panathinaikos, il Partizan è già con la testa alla prossima sfida: la trasferta sul campo del Fenerbahçe. Alessandro Pajola, uno dei punti fermi nel ruolo di playmaker dei bianconeri, ha fatto il punto sulla situazione della squadra, tra errori da correggere e la voglia di riscatto immediato:
“Ovviamente siamo tutti dispiaciuti per l’ultima gara. Vogliamo reagire. Il calendario è duro, ma ci offre la chance di rifarci subito. Ci attende una trasferta complicatissima, però possiamo portare a casa un risultato importante. Dobbiamo lasciarci alle spalle la serata precedente, fare tesoro degli sbagli e concentrare tutte le energie sulla prossima partita.”
La stagione del Partizan in Eurolega era partita con tre successi di fila, seguiti però da due battute d’arresto consecutive. Il playmaker italiano, tuttavia, invita alla calma e guarda al quadro complessivo:
“Qui siamo tutti giocatori navigati e abbiamo uno staff tecnico di grande esperienza. Sappiamo bene che l’Eurolega è una maratona, non uno sprint. Anche dopo la terza vittoria non avevamo conquistato nulla. In questa competizione ci sono momenti positivi e negativi. Dobbiamo continuare a giocare, fidarci gli uni degli altri, seguire il piano di gioco e ascoltare lo staff. La strada è lunga, c’è ancora tanto margine per crescere.”
Il problema dei falli e la lezione da imparare
Nella sfida con il Panathinaikos, Pajola è stato condizionato dai falli precoci: il terzo fallo personale già a inizio partita lo ha costretto a sedersi in panchina, limitando il suo contributo. Un aspetto su cui il giocatore si è soffermato con franchezza:
“È stato frustrante, ma il basket è così. Ci sono serate in cui tutto funziona e altre in cui no, l’importante è restare concentrati. Ho commesso un fallo evitabile, sono scivolato sul lato destro e devo lavorare su questo aspetto. Sto cercando di imparare dai miei errori.”
Quando un giornalista ha suggerito che il contatto potesse essere stato leggero e che il pubblico non lo avesse percepito come fallo, Pajola ha mostrato grande sportività, elogiando il lavoro degli arbitri e assumendosi ogni responsabilità: “Non ho riguardato il video, quindi non posso esprimermi. Forse il contatto era lieve, non saprei, ma gli arbitri sono professionisti di altissimo livello. Francisco è un ottimo giocatore, mi ha battuto sulla destra e avrei dovuto difendere meglio. Pazienza, pensiamo alla prossima.”
Fenerbahçe all’orizzonte e la sfida con Melli
La trasferta di Istanbul rappresenta uno degli impegni più ostici del calendario europeo. Il Fenerbahçe è una formazione di primissimo piano, ricca di talento e solidamente organizzata. Pajola, però, è convinto che il Partizan abbia le qualità per giocarsela alla pari:
“Il Fenerbahçe è tra le migliori squadre del torneo: esperta, talentuosa e ben allenata. Sarà una delle trasferte più dure. Eppure credo che abbiamo tutto per disputare una buona gara, dare il massimo e farci valere. Alla fine guarderemo la classifica e capiremo a che punto siamo, ma possiamo essere competitivi e lottare per vincere.”
Infine, Pajola ha accennato anche all’atteso incrocio con il connazionale e amico Nicolò Melli: “Non ci siamo ancora sentiti, ma siamo molto legati e abbiamo un rapporto splendido. Non vedo l’ora di rivederlo e scambiare due parole.”
Intanto, la rotazione ridotta e gli infortuni costringono i giocatori chiave del Partizan a sostenere carichi di minuti elevati ogni due giorni. Un fattore che, secondo Pajola, non spaventa il gruppo ma anzi lo stimola: le vere squadre, a suo dire, trovano sempre una ragione per superare i propri limiti.




