L’interessante storia di Isaiah Roby è stata raccontata in un recente articolo di Giacomo Brogi. Il suo acquisto è probabilmente passato in secondo piano a causa delle firme di Hale, Della Valle e Kamagate. A questo proposito: chi si ricorda che Varese ha inserito nel roster anche Ikangi e Nikolic? L’arrivo di Roby andrà a riempire la casella rimasta vuota dopo la partenza di Nkamhoua. I due presentano caratteristiche estremamente simili, quasi in fotocopia: sebbene Roby vanti un minor talento puro e meno esplosività verticale rispetto al predecessore, garantisce una maggiore consistenza difensiva, unita a una netta riduzione di forzature ed egoismi in fase offensiva.
Roby e Kamagate, affiancati da Ikangi, Nikolic e Renfro, rappresentano la grande barriera destinata a proteggere le fragili spalle del backcourt varesino. Tuttavia, dopo aver visionato il solito centinaio di video grazie allo splendido supporto di Synergy, non posso fare a meno di immaginare un quintetto super-corazzato: Roby, Renfro e Kamagate contemporaneamente in campo, in compagnia di Della Valle e Hale.
Roby possiede le caratteristiche per spendere qualche minuto da numero 3, così come Renfro può adattarsi da 4. Questa combinazione si sposerebbe alla perfezione in un sistema di motion pick and roll, i cui semi sono stati sparsi per l’Europa dall’Hapoel Jerusalem guidato dal geniale Oded Kattash.
ATTACCO
Parliamo di un giocatore capace di bloccare e continuare sia da roller verso il ferro, sia per aprirsi sul perimetro (pop), allargando il campo per tirare o attaccare direttamente dal palleggio dopo la ricezione.
Nelle prime due clip analizziamo proprio la versione in pick and pop. Nel primo filmato lo vediamo in una veste atipica: Roby passa rapidamente dal ruolo di bloccante (screener) a quello di portatore di palla (handler) nel successivo gioco a due. Nella seconda clip, all’interno di una situazione di 5-out (cinque fuori), riceve sul perimetro ed è pronto nell’attaccare il closeout del difensore.
Nella terza clip lo vediamo invece nel ruolo di roller: Roby taglia profondo e va a finire comodamente al ferro, complice una difesa della G League decisamente pigra e dormiente.
Il tiro da tre punti, pur mostrandosi incostante nel corso delle singole annate e nel passaggio da una stagione all’altra (nelle ultime quattro ha registrato rispettivamente il 30%, il 41.1%, il 52.3% e il 43.9%), si candida a essere la vera killer application dell’ex Cornhuskers. Roby mette in mostra un’eccellente predisposizione per le conclusioni dagli angoli, ma sa rivelarsi pericoloso anche partendo dalle altre posizioni perimetrali.
Roby possiede inoltre un talento tutto particolare per il rimbalzo d’attacco. Questa dote è il frutto di un innato senso della posizione, di un istinto naturale e di un ottimo tonnellaggio fisico, qualità che sopperiscono a una dote atletica non propriamente incentrata sull’esplosività verticale.
DIFESA
Esattamente come accade nella metà campo offensiva, anche in difesa le doti principali di Roby non risiedono nell’esplosività, bensì in altre qualità: un solido senso della posizione, una forte abnegazione, dettaglio non scontato, nemmeno a questi livelli e un’eccellente capacità di cambiare sui blocchi per contenere tutti i ruoli perimetrali e interni. Una clip riassume alla perfezione l’insieme di questi concetti.
Le sue statistiche relative alle stoppate sono discrete, a volte ottime, come dimostra il picco in carriera di ben 2.5 a partita registrato nella stagione 2021/22 con gli Oklahoma City Blue in G League. Tuttavia, la costante ricerca della stoppata lo porta a volte, se non spesso, a eccedere, finendo per spendere falli evitabili. Un ottimo esempio recupero, utilizzo corretto delle braccia e tempismo in questo video.
Roby si dimostra invece un difensore solido in post basso, difficile da spostare, specialmente in quelle situazioni di attacco statico in cui può sfruttare al meglio il proprio corpo senza la necessità di muovere rapidamente i piedi.
CONCLUSIONI
Isaiah Roby è il profilo ideale che potrebbe far svoltare la stagione della Pallacanestro Varese. La sua poliedricità tattica sposa appieno la filosofia cestistica di coach Ioannis Kastritis, da sempre amante di giocatori flessibili e multidimensionali su entrambi i lati del campo.
Il dubbio più grande, tuttavia, risiede nell’adattamento ai ritmi, alle spaziature ed alla pressione del basket europeo. A questi livelli, Roby va considerato a tutti gli effetti quasi un rookie: l’ala statunitense ha alle spalle una lunga carriera in NBA e in G League, ma vanta un’unica e non brillantissima parentesi nel Vecchio Continente, racchiusa nelle sole 15 partite disputate con il Ratiopharm Ulm. Sarà proprio la sua capacità di inserirsi nel gioco europeo la chiave della propria stagione e di riflesso, di quella di Varese.