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Italia Under 18: un bronzo che vale oro per il futuro del basket azzurro

Il parquet europeo ha parlato, e l’ha fatto con una voce limpida e piena di promesse: l’Italia Under 18 è medaglia di bronzo agli Europei 2025. Un risultato che, pur essendo formalmente “solo” un terzo posto, ha il peso specifico di un’oro morale per un movimento che da anni cerca nuove fondamenta su cui costruire il proprio futuro.

Risultato che arriva in un’estate dove il basket italiano sta finalmente iniziando a cogliere risultati. Dopo il magnifico bronzo delle ragazze di coach Andrea Capobianco e l’oro dell’Italia Under 20 di coach Alessandro Rossi, un altra medaglia per il nostro movimento.

Un podio costruito con grinta, talento e identità

A colpire, ancor più della vittoria nella finale per il 3° posto, è stato l’atteggiamento: maturo, compatto, feroce nei momenti chiave. Questa Under 18 non ha mai smesso di credere nei propri mezzi, neanche dopo la semifinale persa di misura contro una superpotenza come la Spagna. La reazione è stata immediata, solida. Un gruppo unito, plasmato da uno staff tecnico preparato, con una chiara identità di gioco.

Difesa aggressiva, transizione rapida, letture intelligenti: non solo talento individuale, ma un collettivo costruito con metodo. E questo, in un contesto giovanile, è il segnale più importante.

I protagonisti: volti e numeri della nuova Italia

C’è chi ha brillato per punti, chi per leadership silenziosa, chi per difesa e spirito di sacrificio. Ma tutti – da Diego Garavaglia Patrick Hassan, citando i due migliori realizzatori della squadra  – hanno dato un contributo reale.

Le statistiche parlano chiaro, ma ciò che resta impresso è l’equilibrio: nessun one-man show, solo una squadra vera, come dimostrano i 5 giocatori che hanno chiuso la competizione in doppia cifra di media.

Una menzione speciale va a coach Marco Sodini, abile nel motivare, nel gestire le rotazioni e, soprattutto, nel trasmettere quella cultura della responsabilità che spesso manca nei settori giovanili.

Un pizzico di rammarico per le assenze, soprattutto nella semifinale contro la Spagna, poi campione. E, se vogliamo ancora guardare di più al futuro, a questa squadra mancavano due pedine importanti come Luigi SuigoMaikol Perez.

Suigo, con i suoi 220 centimetri, avrebbe rappresentato un vero e proprio rebus da risolvere per le difese avversarie, lasciano così ancora più spazio di manovra ai tanti esterni talentuosi che coach Sodini aveva a sua disposizione. Perez, invece, avrebbe portato tanta intensità e atletismo, caratteristiche che, in una competizione così serrata, tornano sempre utili.

Ovviamente non avremo mai la controprova che con i due la squadra avrebbe vinto l’oro, ma questo serve solo per capire il potenziale che il basket italiano ha a disposizione.

Un segnale al basket italiano: si può tornare a sognare

Il bronzo europeo Under 18 arriva in un momento strategico per la pallacanestro italiana. Dopo anni di risultati altalenanti, di promesse mai pienamente sbocciate, questo podio rappresenta molto più di una medaglia. È la prova tangibile che il lavoro sui vivai, se fatto con visione e continuità, paga.

Non è un caso se molti dei protagonisti di quest’estate fanno già parte di settori giovanili di club di Serie A o militano in campionati competitivi all’estero. Il basket italiano ha una generazione interessante. Ora sta alle istituzioni, alle società e al sistema nel suo complesso proteggerla, accompagnarla e valorizzarla.

Il futuro è adesso: niente più alibi

Non è più tempo di attendere “la prossima generazione buona”. Questi ragazzi hanno dimostrato che il talento c’è, la fame pure. Serve solo crederci fino in fondo.

Perché dietro ogni bronzo conquistato a livello giovanile, c’è un potenziale oro a livello senior. E l’Italia del basket ha bisogno di tornare grande. Non domani. Oggi.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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