La carriera di Duško Ivanovic sulla panchina della Virtus Bologna è durata 478 giorni. Era arrivato il 5 dicembre 2024, chiamato a sostituire il dimissionario Luca Banchi in un momento complicatissimo per il club: la squadra era ultima in Eurolega e il gruppo sembrava sfilacciato. Ivanovic riuscì nell’impresa, ricompattò l’ambiente e portò la Segafredo allo scudetto numero 17. Un capolavoro, considerando le condizioni di partenza.
Quest’anno, però, il copione è stato diverso. Nonostante una rosa costruita più a sua immagine, con giocatori più giovani, il clima nello spogliatoio non ha mai raggiunto i livelli della stagione precedente. Il nodo principale è stato il rapporto con Carsen Edwards, stella della squadra e giocatore più pagato del roster: un rapporto che, secondo le ricostruzioni della Gazzetta dello Sport e di Jack Bonora, non è mai davvero decollato.
L’escalation che ha portato all’esonero
Il punto di rottura sarebbe arrivato dopo la partita con Milano, in cui Edwards non ha disputato il secondo tempo. Secondo le ricostruzioni, Ivanovic avrebbe posto alla società un ultimatum: “o io o lui”. A questo si sarebbe aggiunto uno scontro diretto tra il tecnico e Edwards durante l’allenamento di sabato, in un contesto già teso anche con altri giocatori del gruppo.
La società non stava pianificando un esonero immediato, ma di fronte alla situazione la scelta è diventata inevitabile. La decisione sarebbe stata approvata direttamente dal patron Massimo Zanetti. Un anno fa, in circostanze per certi versi simili — Ivanovic stesso aveva dichiarato che i giocatori avevano “giocato da perdenti” dopo la partita con il Maccabi — la Virtus scelse di proteggere il coach e anzi di rinnovargli il contratto. Questa volta si è deciso l’opposto: anticipare un’uscita che, secondo quanto riportato, sarebbe comunque arrivata a giugno.
Un pattern ricorrente e ora la scommessa Jakovljevic
La carriera di Ivanovic sembra confermare un profilo preciso: allenatore ideale per subentrare in corsa, capace di dare una scossa immediata, ma spesso in difficoltà al secondo anno, probabilmente per via di metodi ritenuti duri. L’esonero alla seconda stagione in Virtus arriva dopo esperienze analoghe al Baskonia e alla Stella Rossa.
La società si trova ora a dover gestire il finale di stagione con Nenad Jakovljevic come soluzione interna. La speranza è che il tecnico serbo riesca a rasserenare l’ambiente e a tenere la squadra in corsa per lo scudetto. Jakovljevic era già considerato uno dei candidati principali per la panchina della prossima stagione, forse il favorito. Questo finale di campionato diventa quindi anche un test sul campo. Si riparte da martedì, contro Parigi.





