DIFESA
Jazz Johnson non è mai stato un difensore eccezionale, e nella sua carriera neppure gli è mai stato veramente richiesto, ma si è sempre dimostrato un giocatore solido e più che sufficiente anche sotto questo aspetto; senza picchi, ma anche senza eccessive sbavature.

La sua altezza indubbiamente lo penalizza fortemente soffrendo sia in situazioni in cui è costretto a cambiare contro lunghi o ali sia contro esterni che possono contare su più centimetri, ma d’altra parte la sua esperienza gli ha permesso di crescere anche difensivamente sviluppando una maggior attenzione e una discreta capacità di mettersi tra il proprio uomo e il canestro; inoltre la sua rapidità, favorita anche dalla sua taglia, lo rende un buon recupera palloni.
A Pesaro, in questa seconda metà di campionato, non sarà chiesto di essere un difensore sopra la media, ma anche in questo contesto di portare un solido apporto e di risultare concreto nel limitare gli esterni avversari anche in uscita dalla panchina o con un minutaggio che in alcune occasioni potrebbe essere ridotto rispetto a quelli avuti nella sua carriera.
Anche sotto questo aspetto la chiave di volta sarà legata alla sua capacità di inserirsi in un meccanismo già altamente rodato quale quello della VL Pesaro e, come in fase offensiva, un importante contributo a ciò sarà strettamente connesso alle scelte di coach Leka.
Segue nella pagina successiva
