JJ Redick ha voluto fare chiarezza su alcune dichiarazioni che avevano fatto il giro del web. L’allenatore dei Los Angeles Lakers, intervistato da The Athletic, ha spiegato che le sue parole sulla nuova composizione del roster — quel concetto di “pezzi che finalmente si incastrano” — non erano in alcun modo rivolte a LeBron James, ormai lontano dalla franchigia californiana.
I Lakers hanno aperto un nuovo capitolo costruendo la squadra attorno a Luka Doncic, arricchendo l’organico con giocatori come Austin Reaves, Walker Kessler e Collin Sexton. Un assetto che ha generato entusiasmo in Redick, desideroso di lavorare con un roster più bilanciato rispetto al passato.
Le parole di Redick sulla profondità del roster
Il coach dei Lakers ha voluto contestualizzare il senso delle sue affermazioni, sottolineando come il riferimento fosse esclusivamente tecnico-tattico:
“Quando ho detto che i pezzi si incastravano, parlavo soprattutto di una maggiore profondità a disposizione: più giocatori capaci di gestire il pallone oltre a Luka e Reaves, più tiratori pericolosi e un protettore del ferro di alto livello. È la somma di tutti questi fattori. Abbiamo anche ottimi difensori sul perimetro. Credo molto nella nostra rotazione di esterni, nella loro tenuta difensiva e nella capacità di colpire da tre punti quando sono liberi. Però non si diventa una squadra da titolo a fine settembre: bisogna costruirsi quel tipo di identità durante la stagione.”
Un messaggio chiaro, dunque: nessuna frecciatina all’indirizzo del quarantunenne LeBron James, ma semplicemente la soddisfazione per un organico che, sulla carta, offre equilibrio e versatilità su entrambi i lati del campo.






