,Sono mesi di grandi cambiamenti per il basket europeo. L’approdo dell’NBA nel Vecchio Continente sembra ormai soltanto una questione di tempo, mentre l’Eurolega pensa a rivoluzionare il proprio format ed espandersi verso nuovi mercati quali il Medio Oriente. Con ogni probabilità dalla prossima stagione, non a caso, Dubai entrerà a far parte della competizione e le Final Four 2025 si giocheranno ad Abu Dhabi. Di questi e molti altri cambiamenti ha parlato Jordi Bertomeu, ex CEO di Eurolega a cui è poi succeduto Paulius Motiejunuas. Lo spagnolo ha aspramente criticato la decisione di EuroLeague di giocare le F4 in un Paese al di fuori del continente, così come si è dimostrato molto critico nei confronti di un campionato in Europa creato dall’NBA.
Jordi Bertomeu ha fatto queste dichiarazioni in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera e riportata da Sportando. L’ex CEO di EuroLeague ha iniziato le proprie dichiarazioni partendo dal ruolo centrale che la FIBA sta svolgendo nelle negoziazioni, favorito da un’Eurolega che soffre sempre di più di conflitti interni.
“La Fiba si è attivata solo perché dopo 25 anni ha la possibilità di cancellare Eurolega. Non deve fare nulla, solo aspettare e vedere che cosa succede, non è la Fiba il problema. Non mi piace dirlo, ma è vero che negli ultimi 3 anni Eurolega ha avuto due CEO, dopo 22 anni con uno soltanto. Così come è vero che non si capisce in che direzione stia andando
Eurolega. È evidente a tutti che ci sono difficoltà interne fra i club.”
Secondo Jordi Bertomeu, l’NBA avrebbe trovato proprio in questo stato di incertezza il terreno fertile dove provare ad inserirsi. La mancanza di una pianificazione da parte di Eurolega e le tensioni con la FIBA hanno così creato le condizioni perché emergesse una nuova realtà cestistica.
“Nba ha sentito l’odore del sangue e ha visto l’opportunità di prendersi un vantaggio. La debolezza di Eurolega, la sua mancanza di progetti, ha fatto sì che ci fossero le condizioni perché qualcuno potesse subentrare. Solo 5 anni fa questo scenario non era pensabile.”
L’ex CEO di Eurolega spiega anche come l’approdo dell’NBA in Europa non sia necessariamente un bene. Il rischio è quello che in realtà si crei una sorta di lega di sviluppo, tramite cui gli americani possano prelevare i maggiori talenti europei dal continente, impedendo di fatto una reale crescita del movimento.
“Altri rischi. Primo: non sono sicuro che tutte le squadre che oggi sono in Eurolega interessino alla NBA. Balcan, Grecia, Turchia: siamo sicuri di voler perdere la loro passione?Secondo: la Nba in Europa averterebbe una lega di sviluppo per gli Stati Uniti. In Africa la Nba è sbarcata da qualche anno ma nessuno ne parla. Il movimento non è cresciuto, ma gli americani intanto controllano tutti i talenti del continente. E in Europa sarebbe lo stesso. I talenti europei vanno già nella Nba americana. Così come in tanti fanno il percorso contrario. E che gli mvp in America siano ormai sempre europei la dice lunga degli interessi di Nba sul nostro basket. Lo vogliono controllare.”
Infine, Jordi Bertomeu ha espresso tutta la propria contrarietà verso la decisione di giocare le Final Four ad Abu Dhabi. Lo spagnolo è favorevole a un’espansione verso il Medio Oriente, a patto che tuttavia non si metta il business davanti all’esperienza sportiva stessa.
“Precisiamo: non sono contrario a un’apertura ai mercati del Middle East, perché adesso tutti vanno in quella direzione, lì ci sono i soldi, ma guardate cosa fanno gli altri. Il calcio va a disputarci finali di tornei minori, Coppe o Supercoppe. Non ci giocano le finali
del campionato. Portare lì le Final Four dell’Eurolega è molto rischioso: dal punto di vista del business sarà molto positivo, ma la bellezza, il valore delle Final Four non è tanto il business quanto l’esperienza. Le Final Four sono una festa, i tifosi creano un’atmosfera unica, anche negli Stati Uniti ci guardano con ammirazione. Portare il momento decisivo della stagione molto lontano da dove sono i nostri tifosi, ovvero i nostri clienti, è rischioso.”
