Difesa
Nella propria metà campo, Gorham è un giocatore funzionale. All’interno di una squadra che ha avuto la seconda miglior difesa del proprio campionato, è stato un pezzo importante. Capace di portare dinamismo nella difesa sul pick&roll, attenzione nelle rotazioni da lato debole in aiuto e di ostacolare i tiri dal perimetro con le sue lunghe leve.

E’ un giocatore che in difesa non si risparmia. Prova a muovere in piedi in uno contro uno, se entra nelle rotazioni difensive di squadra lo fa sempre ad alto ritmo, mai camminando. Cerca sempre di contestare il tiro. Insomma, in termini di impegno è un giocatore a cui difficilmente si può recriminare qualcosa.
Soffre, però, di alcuni limiti strutturali. Per esempio, nelle situazioni di close out, o di uno contro uno con un esterno sui cambi difensivi, se viene attaccato dal palleggio non ha piedi rapidissimi. Finisce per farsi battere e concedere linee di penetrazione al ferro.

Può fare valere le sue leve per disturbare il tiro avversario. E se riesce rimanergli di fronte diventa davvero arduo tirargli in faccia. Anche se non ha grandi numeri in termini di stoppate (9 in 50 partite l’ultima stagione), abbassa sensibilmente le percentuali dei suoi avversari. In stagione, togliendo i tiri in area, gli avversari su cui era il difensore primario hanno tirato col 33.2% (dati Synergy).

Contestualmente paga la taglia fisica, in termini di chili, quando deve difendere in post basso. Il fisico di Gorham, per quanto assolutamente adatto a un 4 moderno, ricorda abbastanza quello di un esterno. Lungo, slanciato, certo non massiccio.
Quando si trova in post, dunque, deve arrangiarsi e non sembra totalmente a suo agio. Sia che ci sia da fare a sportellate con qualcuno di più grosso, sia che si debba prendere cura di giocatori che hanno nella propria faretra trucchi del mestiere e buona dimestichezza offensiva in quelle zone del campo.

E’ un rimbalzista difensivo di valore. Non deve trarre in inganno il 16.3% di defensive rebound percentage dell’ultima stagione, buono ma non esaltante, in quanto si tratta pur sempre di un dato da tarare sul fatto che spesso si trovi a marcare giocatori perimetrali, che tendono a portarlo fuori dalle zone calde delle lotte a rimbalzo.
Qui però torna il discorso fatto ad inizio capitolo: non ha problemi a fare uno sprint in più, una volta partito il tiro, per andare e cercare di recuperare il pallone in caso di errore.

Lavorando molto in aiuto e sulle linee di passaggio con le sue lunghe leve è un discreto ladro di palloni. Non uno specialista, ma una minaccia reale per le squadre avversarie (0.6 recuperi a partita nella sua carriera europea).
Dato impreziosito dal fatto che non ha, una volta riconquistato il pallone, grossi problemi ad aprire il palleggio per spingere il contropiede.






