I Sacramento Kings hanno vissuto una giornata di grande movimento il 15 ottobre, chiudendo due operazioni chiave:
una estensione quinquennale da 140 milioni di dollari per Keegan Murray e un accordo annuale al minimo salariale con Russell Westbrook.
Murray blindato fino al 2031
Scelto con la numero 4 al Draft 2022, Keegan Murray ha raggiunto un’intesa con Sacramento per un nuovo contratto che lo legherà alla franchigia fino al 2030-31, garantendogli circa 28 milioni di dollari l’anno.
Il valore complessivo è in linea con i precedenti recenti sul mercato, come quello di Trey Murphy III (New Orleans, 4 anni per 112 milioni) e leggermente superiore a quello di Josh Giddey (Chicago, 4 anni per 100 milioni).
Murray, che compirà 26 anni all’inizio della prossima stagione, rappresenta ormai una pedina fondamentale nel sistema dei Kings per la sua capacità di difendere su più ruoli e aprire il campo con il tiro da tre.
Dopo un esordio brillante al 41% da oltre l’arco, la percentuale è scesa al 34% nel 2024-25, ma il suo 37% complessivo in carriera rimane un indicatore affidabile.
Secondo gli analisti, si tratta di un contratto equo, che garantisce stabilità tecnica e continuità in un progetto che ha già perso leader come De’Aaron Fox.
Tuttavia, l’estensione porterà i Kings molto vicini alla luxury tax dal 2026-27, rendendo necessarie alcune scelte delicate sul roster.
Westbrook: esperienza, ma fit complesso
Nella stessa giornata, i Kings hanno annunciato anche la firma di Russell Westbrook, che disputerà così la sua 18ª stagione NBA.
Il nove volte All-Star arriva a Sacramento con un contratto annuale da 3,6 milioni di dollari, al minimo per veterani, dopo una stagione positiva ai Denver Nuggets, dove ha viaggiato a 15,3 punti, 7 assist e 6,1 rimbalzi di media.
Westbrook, che compirà 37 anni a novembre, porta leadership, energia e un’etica del lavoro indiscutibile, ma la sua aggiunta solleva più di un interrogativo tecnico.
Il reparto guardie dei Kings è già affollato con Dennis Schroder, Zach LaVine, Malik Monk e Keon Ellis, e trovare spazio per tutti rischia di essere complicato.
L’arrivo di Westbrook sembra motivato anche dall’infortunio di Murray (operato al legamento collaterale ulnare del pollice sinistro), ma l’ex MVP dovrà reinventarsi ancora una volta per trovare minuti significativi.
L’analista Kevin Pelton ha assegnato alla mossa un “grade D”, sottolineando che “Westbrook rischia di togliere spazio a giovani più funzionali come Ellis o Monk, senza garantire equilibrio al backcourt”.
Prospettive a medio termine
Se l’estensione di Murray è stata giudicata una mossa solida e lungimirante, la firma di Westbrook viene vista come una scommessa a rischio alto.
La coppia di operazioni riflette però la doppia anima dei Kings: da un lato costruire intorno a un giovane due-way player, dall’altro puntare su esperienza e carisma per rimanere competitivi.
Il GM Scott Perry e coach Doug Christie avranno ora il compito di bilanciare un roster profondo ma difficile da gestire nei ruoli esterni.
Se l’amalgama funzionerà, Sacramento potrebbe confermarsi come una squadra da playoff nella Western Conference.
In caso contrario, la stagione 2025-26 rischia di essere segnata più dai contratti che dai risultati sul parquet.
