LaMelo Ball ha segnato il canestro della vittoria martedì sera, regalando ai Charlotte Hornets il successo per 127-126 sui Miami Heat nel Play-In Tournament. Ma il gesto che farà discutere non è un tiro: è lo sgambetto che ha messo fuori gioco Bam Adebayo e che potrebbe aver cambiato l’esito dell’intera partita. All’inizio del secondo quarto, dopo che una sua penetrazione era stata interrotta da Simone Fontecchio, Ball è finito a terra. Prima di rialzarsi, però, ha allungato la gamba colpendo Adebayo, che stava cercando di recuperare un pallone vagante su un solo appoggio. Il centro All-Star è volato in aria, atterrando sul coccige. Ha lasciato il campo e non è più rientrato.
La rabbia di Spoelstra e il nodo regolamentare
Il coach di Miami, Erik Spoelstra, non ha usato mezzi termini a fine gara:
“Non è una cosa simpatica. Non è divertente. È una giocata stupida. È una giocata pericolosa… Qualcuno avrebbe dovuto vederla. Doveva essere espulso.”
Dal punto di vista regolamentare, Spoelstra ha le sue ragioni. La NBA definisce il Flagrant 2 — che comporta l’espulsione — come un “contatto non necessario ed eccessivo commesso da un giocatore contro un avversario”. Gli arbitri, però, non hanno visto l’episodio: nessun fallo flagrant fischiato, Ball è rimasto in campo.
E ha fatto pagare cara la svista. Dal momento dello sgambetto (10:58 da giocare nel secondo quarto) fino alla sirena finale, Ball ha distribuito nove assist chiudendo con un plus-11, mentre tutti gli altri titolari di Charlotte sono rimasti in negativo nello stesso arco di tempo. Il suo palleggio ipnotico ha creato due penetrazioni decisive nel finale, compresa quella del canestro vincente — anche se per poco non costava agli Hornets una violazione degli otto secondi e una palla persa.
I numeri al tiro, va detto, sono stati pessimi: 12 su 31 dal campo e 2 su 16 da tre. Ma la capacità di Ball di orchestrare il gioco ha fatto la differenza.
Un risultato macchiato dalla polemica
I tifosi di Miami possono legittimamente sostenere che senza quell’episodio la partita avrebbe preso una piega diversa. La presenza di Adebayo nel quarto periodo e nel supplementare avrebbe potuto ribaltare il risultato. Ed è proprio questo a rendere il gesto così corrosivo: non ha solo tolto dal campo un avversario, ma potrebbe aver deciso una partita da dentro o fuori.
Ball si è scusato dopo la sirena finale, dichiarando che non era sua intenzione far cadere Adebayo. Che gli si creda o meno, la NBA dovrebbe riesaminare l’azione: se il gesto verrà giudicato intenzionale, una sospensione è all’orizzonte. Anche qualora non lo fosse, resta un’azione sufficientemente pericolosa da aver chiuso la serata di un’altra stella in una gara senza domani.
Detto questo, come ha sottolineato lo stesso Spoelstra, gli arbitri non hanno colto l’episodio in tempo reale. E c’è chi potrebbe invocare la concitazione del momento per derubricare lo sgambetto a contatto semplicemente “non necessario”.
Al netto della controversia, Charlotte ha mostrato di meritare il passaggio del turno. Gli Hornets hanno avuto il secondo miglior net rating della NBA dal 22 gennaio alla fine della regular season, mentre Miami si è piazzata quattordicesima nello stesso periodo. Una squadra in ascesa contro una che ha bisogno di ripartire. Charlotte, sulla carta, può dare più filo da torcere ai Detroit Pistons di quanto avrebbero fatto gli Heat.
Ora gli Hornets attendono la perdente tra Orlando Magic e Philadelphia 76ers per provare a conquistare l’ultimo posto playoff.
