Attacco
“Playmaking ball handler“, “Dynamic shooting wing“, “Secondary ball handler“, “Playmaking wing“: l’incasellamento offensivo del gioco di Laurynas Beliauskas, anche secondo la classificazione proposta da Synergy, è variato nel corso della carriera a seconda del contesto tattico di squadra nel quale era inserito.
Come valutarlo, quindi, in termini assoluti? Di Beliauskas balza subito all’occhio la tecnica e la fiducia del tiro dalla lunga distanza: la meccanica fluida si asseconda a un movimento di piedi tra i più agili e compatti della prossima LBA, forse il segreto di Pulcinella delle grandi percentuali mantenute nelle annate precedenti.
Quello che farà impazzire i tifosi di Sassari e i difensori di tutta Italia è la capacità di Beliauskas di mettere a posto i piedi in un amen, sia quando è innescato in uscita dai blocchi sia quando si innesca in autonomia dal palleggio. Non avendo l’esplosività per battere con costanza l’uomo dal palleggio, spesso è la separazione creata andando indietro o di lato ma rimanendo composto ed energico nel caricamento del tiro a risultare decisiva per le fortune del lituano.
Specialmente quando è in fiducia o in striscia, Laurynas Beliauskas può alternare triple piedi per terra a conclusioni pull up mantenendo l’efficienza ad alti livelli: nell’ultima stagione alla Juventus Utena, il classe ’97 ha registrato 1.29 punti per tiro in casi di conclusioni catch&shoot (1.27 pps, diminuzione infinitesima, nei casi in cui la difesa ha contestato il tiro) e 0.99 punti per tiro preso dal palleggio (39.7% su 2.5 triple dal palleggio: Della Valle, per intendersi, su 4.2 conclusioni dal palleggio oltre l’arco nell’ultima LBA ha mantenuto il 34.3%!).
Come bilanciare il volume offensivo off ball e quello palla in mano, starà alle rotazioni di coach Bulleri definirlo. Laurynas Beliauskas, all’elevarsi del livello della competizione, ha mantenuto un ruolo sempre meno centrale nell’iniziare l’azione, chiamare i giochi e creare vantaggi on ball nei giochi a due “decisivi” dello schema: al PAOK e al Rio Breogan è stato più specialista, in Lituania o in Polonia lo si è invece visto spesso come primary handler, accoppiato a una sola altra guardia per creare sul perimetro.
Soprattutto nei quintetti con Buie e/o Johnson, Sassari potrà sfruttare le doti di relocation sul perimetro di Beliauskas: sulla carta, da un 40% circa ambulante non dovresti mai staccarti, ma se lo fai, il nativo di Klaipeda troverà la mattonella più irraggiungibile per il tuo recupero difensivo.
Quello che rimane di Beliauskas, a prescindere dal suo utilizzo a Sassari, è l’innata comprensione del timing del gioco in attacco. Privo del primo passo e della forza nella parte superiore del corpo per essere un penetratore credibile – la protezione con la spalla destra durante le penetrazioni a sinistra è comunque rispettabile -, Laurynas riesce a sopravvivere alla pressione che le difese aggressive gli metteranno contro grazie alla lettura dei vantaggi in giro per il parquet e all’innescare i compagni nel momento più opportuno.
Il pick&roll non è un dinamica di gioco creata né forzata da Beliauskas ma il lituano si adegua rapidamente alle scelte avversarie: è poco proattivo ma è reattivo (se “costretto” a concludere in prima persona, il movimento preferito è lo snake dopo aver tenuto dietro il marcatore), coglie al millesimo di secondo la finestra per servire la sponda quando la difesa fa quel passettino in più per non essere punita sulla riapertura.
Utilizzarlo eccessivamente come portatore di palla esporrebbe forse i limiti principali del Laurynas Beliauskas versione guardia creatrice: il ball handling e il passing game sono basilari, almeno per il livello che affronterà tra LBA e FIBA Europe Cup. Dotato di un buon passaggio a una mano dal palleggio, anche di mancino, in uscita dal pick&roll, l’ex PAOK mantiene il flow dell’azione senza originare vantaggi individualmente.
Due sono le componenti finora risultate marginali nella pallacanestro offensiva di Laurynas Beliauskas. Se la fisicità non fa certo immaginare grandi sviluppi come rimbalzista, un paio di chiamate ad hoc di Bulleri che lo coinvolgano da bloccante potrebbero garantire spaziature vitali per l’attacco sardo: cosa fare se il lituano blocca per poi riaprirsi o venire bloccato da un altro compagno?
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