LeBron James ha parlato chiaro dopo la sconfitta Lakers-Clippers (112-104), affrontando senza giri di parole l’inchiesta ESPN sui rapporti tesi con Jeanie Buss e le speculazioni sul trade deadline. In conferenza stampa, “The King” ha messo un punto fermo: “Francamente non mi interessano gli articoli. Non mi interessano le storie, i podcast, niente di tutto ciò. Non mi disturbano. Ho 41 anni e guardo golf ogni giorno”.
Sulle critiche al rapporto con Jeanie Buss, James ha difeso il percorso comune: “Quando sono arrivato qui, il mio mindset era restaurare l’eccellenza. L’ho fatto con altri 14-16 ragazzi, vincendo un campionato. È sempre stato reciproco, basato sul rispetto. È stata una grande partnership, ma non è che chiamo Jeanie al telefono”. Un modo per riconoscere che le percezioni possono differire, ma sottolineando il titolo 2020 come collante fondamentale del loro legame professionale.
Sul match perso contro i Clippers (Kawhi Leonard 24 punti, Lakers 26-17), LeBron ha spiegato il parziale recupero: “In attacco abbiamo iniziato a segnare, in difesa abbiamo alzato il livello, forzando palle perse e contropiedi facili”. Peccato per i tiri sbagliati nel finale: “Abbiamo mancato occasioni d’oro, loro ne hanno messe un paio decisive. A volte è così che va il basket”.
Sulla trade deadline, posizione netta: “Non mi intrometto. Sarebbe irrispettoso verso i ragazzi parlare di deadline o bisogni. Non gioco a fantasy basketball”. James resta focalizzato sul gruppo attuale, orfano di Austin Reaves: “Manca il nostro All-Star in guardia, non siamo mai stati al completo. Stiamo trovando ritmo, speriamo torni presto”. E sul suo ruolo ai Lakers? “Sto bene. Sto bene”. Luka Dončić ha chiuso con 32+11+8, ma non è bastato contro i Clippers (20-24).
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