HomeLega BasketLegabasket: Dinamo Sassari, la review di una stagione ricca di saliscendi

Legabasket: Dinamo Sassari, la review di una stagione ricca di saliscendi

Pesaro e Nymburk, i down della stagione

Nonostante le vicissitudini occorse Sassari riuscì spesso a mascherare i punti deboli grazie a un attacco stellare (il migliore in LBA, il secondo in BCL), capace di esaltare i suoi frombolieri, Bilan e Bendzius su tutti.
Quando però il referto finale era di colore giallo, allora tutte le magagne tornavano a ribollire in superficie. Il quarto di finale di Coppa Italia contro la VL fu uno di quei momenti: Pesaro viveva uno stato di forma eccezionale, realizzando un prestigioso scalpo al termine di una delle partite più belle di tutta la stagione. Da qui cominciarono a sollevarsi le prime perplessità sulla gestione del roster di Pozzecco, ma il peggio doveva ancora arrivare.

Se la sconfitta nella Final Eight lasciò una cicatrice, quella in terra boema fu parecchio incisiva per le sorti della Dinamo. A Nymburk una combo di negatività senza uguali si abbatté su Sassari: sconfitta all’ultimo possesso, furto negli spogliatoi e, infine, il nemico invisibile del Covid.
I Giganti videro lentamente naufragare la stagione europea e furono costretti a un tour de force massacrante nel mese di aprile (11 partite in totale). Ma nonostante tutto, il destino rimaneva ancora nelle mani di Marco Spissu e soci.

Un giocattolo che si rompe sul più bello

La nave in tempesta rimase comunque artefice del proprio cammino. Una vittoria a Desio contro la già retrocessa Cantù sarebbe valsa il vantaggio del fattore campo nella sfida contro la Reyer Venezia. Ma Sassari approda in Brianza in acque alquanto agitate, vista la sospensione di 10 giorni comminata a coach Pozzecco da parte della società. La squadra viene quindi affidata al vice Casalone che, suo malgrado, non riesce a condurre la ciurma in porto.

Il ko avrà conseguenze molto pesanti considerando l’andamento della serie playoff contro Venezia. Le partite al “Taliercio” e quelle disputate in Piazzale Segni si rivelano diametralmente opposte e accrescono i rimpianti. La Dinamo va incredibilmente sotto 2-0 nei due match giocati in Laguna, lasciando sul piatto almeno una vittoria. Con grande coesione e orgoglio rimette piuttosto agevolmente in equilibrio la contesa prima di distruggere nuovamente con le proprie mani il castello in gara-5. La goccia che fa traboccare il vaso e da cui scaturisce l’effetto domino che comincia dall’esonero del Poz dopo due anni e mezzo (e due trofei).