Terminata la sosta per le nazionali, la Fortitudo ritorna in campo, con l’unico Baldasso impegnato nella bolla di Perm. Il punto della situazione in casa biancoblù, nel rush finale di inizio stagione si aggira attorno alla domanda: “Puntare ai playoff, o guardarsi le spalle puntando a una salvezza tranquilla?”. L’unico a raccontarci la verità su cosa accadrà, sarà il campo. Intanto la classifica (con l’aquila che ha già riposato con Roma) mette la Fortitudo perfettamente in mezzo al bivio. 4 punti da Cantù e Varese ultime, così come è a 4 punti da Pesaro e Trieste, in 6° e 7° posizione.
L’analisi di inizio stagione parlava di un’altra Fortitudo, sia nel roster, che in panchina, che nel record di squadra. La gestione Di Meo Sacchetti si era chiusa con la sconfitta contro Brescia (la 1° di Buscaglia) e un record che contava 1 vittoria a fronte di 9 sconfitte (contando quella con Roma). Quella di Dalmonte invece parla di 6 vittorie e 3 sconfitte, con ben altre gerarchie e rotazioni e qualche giocatore in più, qualche altro di meno. Il punto della situazione poco prima dell’inizio di stagione, che parte decisamente in salita con la trasferta di Milano.
Esperimenti finiti
L’esperienza di coach Dalmonte sulla panchina della Fortitudo, vissuta più come un ritorno che altro, è iniziata nel miglior modo possibile, con la vittoria in quel di Pesaro. Sin dal suo arrivo il coach di Imola non ha mai nascosto la sua volontà di sperimentare e così è stato in campo. La prima vittoria è arrivata appunto con una super partita di Totè, al quale Dalmonte ha dato fiducia, ampiamente ripagata, in termine di punti-minuti, a discapito di Happ.
Da quella partita, anche per colpa o grazie ad altri infortuni eccellenti, gli esperimenti sono aumentati, con il recupero della partita, persa, contro Reggio Emilia in casa, considerabile come l’ultima ad avere ancora un’impronta sacchettiana e a segnare la svolta decisiva (tutti e 3 gli scorer in campo e pochi minuti per gli italiani dalla panchina). Infortunatisi Happ, Aradori, Fantinelli, sono arrivati Baldasso e Hunt da Roma. Qui sono quindi iniziati i primi dubbi, sull’utilità di Cusin, in vista di un rientro di Happ e sulla convivenza in campo tra Fantinelli e Baldasso, che alla prima occasione utile Dalmonte ha schierato insieme con discreti risultati e un quintetto piccolo che nelle prossime partite potrebbe essere riutilizzato.
L’ultimo esperimento, viste le fatiche di Aradori a rientrare a pieno ritmo dall’infortunio, è stato quello di far partire Saunders in quintetto, facendo subentrare l’ala italiana dalla panchina. Risultato ottimo vista la vittoria a Varese. L’unico che sembra aver risentito pesantemente delle nuove alchimie F sembra essere Withers, che nell’eterno dubbio di ruolo tra 3-4, è ancora alla ricerca di un posto tra le grazie del suo coach.
Intanto con il probabile ingresso di Lazar Lugic, anche lui 3-4 da Biella, la Fortitudo ha completamente rivoluzionato l’impianto costruito da coach Sacchetti e dalla dirigenza in estate. Oltre all’avvicendamento in panchina, sono usciti da Bologna Happ, Fletcher, Sabatini e Palumbo (in prestito a Scafati), mentre sono entrati Cusin, Saunders, Hunt e Baldasso.





