La notizia di ieri che ha comunicato la presenza di positività nello staff di Cantù, ha sollevato una discreta quantità di dubbi sulla necessità/opportunità di giocare il match tra Olimpia Milano e Pall.Cantù.
Al netto di quelli che possono essere i rischi (e ci torneremo), le versioni delle due squadre hanno delle differenze e questo fa emergere a chiare lettere di chi sia la decisione finale.
Cantù, nel comunicato stampa diramato, afferma di avere delle positività, ma nonostante quello di rendersi disponibile a giocare la partita ugualmente alla luce del fatto che il calendario dell’Olimpia risulterà fitto d’impegni da qui alla fine della regular season. Ci ha aggiunto poi la “consueta disponibilità nei confronti delle istituzioni sportive tutelando l’intero movimento aziendale”. Fino a un primo sguardo questo potrebbe anche valere, detto che in questo periodo la cosa più importante non è la disponibilità a giocare o meno una partita in nome del calendario, quanto farlo in totale sicurezza, ma un altro aspetto da considerare è la posizione dell’Olimpia Milano.
La società meneghina avrebbe dato disponibilità di recuperare la partita in altra data. Quelle possibili erano alla fine della regular season di Eurolega, oppure il giorno dell’eventuale gara 5 di playoff in caso non ci fosse stata (ovviamente considerando la qualificazione dei biancorossi). L’Olimpia non ha sollevato particolari obiezioni e ha lasciato decidere la Lega che ha la facoltà di stabilire i rinvii. Che la Lega decida secondo le regole è assolutamente giusto e sull’uniformità di gestione ne ha parlato il nostro Werther in settimana, ma il rischio è piuttosto alto. E non stiamo parlando solo del fatto che Milano giochi in Eurolega e che sia “la paladina italiana” nella massima competizione, ma perché un rischio come questo potrebbe avere conseguenze pesantissime. Non si devono usare due pesi e due misure perché c’è Milano, la Virtus o Sassari in causa (Venezia ha perso la possibilità di competere in Eurocup ad esempio), ma perché questo è davvero un rischio che speriamo non porti nessun tipo di conseguenza.
Dovessimo metterci nei panni dell’Olimpia, dello staff e della società intera, non saremmo entusiasti di scendere in campo oggi, specificando a chiare lettere che Cantù non ha NESSUN tipo di colpa in questo e che la cosa potesse essere anche a parti invertite senza cambiarne la sostanza. La squadra brianzola, come riportatoci dall’ufficio stampa, ha effettuato i test molecolari venerdì facendo emergere casi di positività e ripetendo i tamponi rapidi sia sabato che questa mattina. Possiamo dire che anche dalla parte canturina, come espresso dalla Lega stessa in un comunicato poco fa, c’è stata massima trasparenza e collaborazione. La domanda è: se in panchina Cantù non avrà nessuno dello staff, dovrà portare Christian Di Giuliomaria e immagino ci sia una deroga per tale situazione, ma allora la deroga non si potrebbe applicare anche per evitare di giocare una partita a rischio? Tra le deroghe e il seguire le regole il confine è sottile e forse bisognerebbe prendere una strada netta seguendola sempre. Quella delle regole e dei protocolli.





