Se aver ordinato le potenziali prime otto del prossimo campionato di Legabasket non è stato semplice, fare lo stesso con l’altra metà delle partecipanti è un’ardua impresa. Le squadre più organizzate hanno dato delle indicazioni più significative in Supercoppa, mentre le formazioni meno “da corsa”, tra problemi e defezioni varie, sono quasi impossibili da giudicare. Partendo dal presupposto che è come sparare al buio, abbiamo stilato la seconda parte del nostro power ranking di LBA, riguardante le incertissime posizioni dalla #9 alla #16.
#9 Allianz Pallacanestro Trieste
Una lotta all’ottavo posto che si preannuncia serratissima, sia a metà stagione, che nel rush finale. L’Allianz Trieste è sicuramente la formazione che ha dato i segnali più positivi durante la Supercoppa e lo abbiamo sottolineato nel nostro pezzo su di loro. Ad esso c’è da aggiungere molto poco, se non che di exploit prestagionali ne vediamo ogni anno, ma non sempre questi vengono confermati quando si inizia a fare sul serio. Di certo Trieste sembrerebbe aver lavorato bene sugli stranieri arrivati e ha anche assemblato un reparto italiani più che degno. Potenzialmente i giuliani potranno dire la loro per i playoff, tuttavia la concorrenza è agguerrita e le previsioni sono incerte, sia per coloro che (sulla carta) partono davanti, che per le più in ritardo in questo momento.
#10 UNAHOTELS Reggio Emilia
Parlando di squadra che si sono messe in mostra durante l’Eurosport Supercoppa, la nuova Reggiana a firma UNAHOTELS ha tenuto in ansia una corazzata come la Virtus Bologna. Reggio Emilia, che includiamo nel gruppone indefinito che cercherà di dare fastidio a tutte, potrà contare su un gruppo azzurro impreziosito dai giovani del vivaio. Abbiamo parlato e ammirato Cham, che per il momento fungerà da settimo straniero, ma anche Diouf, Bonacini, Porfilio e Giannini saranno aggregati alla prima squadra, il loro contributo non sarà da sottovalutare. Questo nucleo italiani così giovane sarà guidato da Candi tra gli esterni, che ha dato impressioni ottime in pre-campionato, e da Baldi Rossi tra gli interni, che porterà l’esperienza maturata recentemente proprio con la sopracitata V. Per quanto riguarda gli stranieri, Reggio ha pescato bene, direi benissimo, con Brandon Taylor, visto in Italia a Bergamo, lo scorso anno sarebbe dovuto restare nel nostro paese, però il disastro di Avellino ha cancellato un’altra eventuale superlativa mossa di Nicola Alberani. Da valutare Elegar, passato da Milano, e soprattutto Blums, non più giovanissimo (classe ’82), a stagione inoltrata. Il resto sono volti noti della Legabasket, quali l’altalenante Kyzlink e le ali Bostic e Justin Johnson. Particolare statistico: Reggio Emilia, magari grazie all’esplosività di Taylor, è stata una squadra che in Supercoppa ha giocato molto di transizione e pick&roll. Uno stile di gioco che andrà verificato in regular season: la UNAHOTELS è stata la formazione che ha più usato questi playtypes in tutta la lega, utilizzando la transizione nel 17% delle soluzioni offensive e il pick&roll nel 21% (dati InStat).
#11 Openjobmetis Varese
Tra le 16 al via nella prossima LBA, l’Openjobmetis Varese è sicuramente la squadra più difficile da decifrare. Un roster costruito con ambizioni di playoff, uno dei più talentuosi tra gli ultimi allestiti dalla società, che per una serie di complicazioni varie è andato a perdere appeal. In primis, la repentina scelta di Jason Rich ha scombussolato i piani della dirigenza e, in seguito, l’inaspettata separazione da coach Caja ha ulteriormente amplificato l’incertezza. Fondamentalmente, le sorti di questa squadra saranno nelle mani di due fuoriclasse, la cui tenuta fisica è un’incognita. Luis Scola, sul quale i dubbi sono ovviamente solo di tipo anagrafico, è stato il miglior realizzatore dell’intera Supercoppa, ma si è visto avvantaggiato da dei ritmi non certo forsennati. E Toney Douglas, che, se al picco prestazionale, è uno dei top nel ruolo in Europa, però la quarantena in Inghilterra lo ha costretto a saltare una parte di preparazione. Il terzo violino sarebbe, sostanzialmente, Strautins, finito in A2 l’anno scorso, un giocatore estremamente imprevedibile e discontinuo. Nel supporting cast, tutti da scoprire a questo livello Morse e Andersson, coadiuvati da Jakovics, mestierante come la scorsa stagione. Interessante la coppia interamente a tinte azzurre in cabina di regia, formata da un Michele Ruzzier chiamato a responsabilità non da poco, e da Giovanni De Nicolao, che siamo curiosissimi di vedere alla prima vera occasione in LBA. A questi fattori, andrà sommato l’impatto in panchina di un altro esordiente come Massimo Bulleri. Il Bullo è alla primissima esperienza da head coach, dopo aver fatto molto bene, da vice di Cancellieri, a Ravenna in cadetteria l’anno scorso.
#12 Carpegna Prosciutto Pesaro
Pronta a sfatare il tabù che la vede sempre nei bassifondi della graduatoria e ad acciuffare la permanenza in massima serie in un modo o nell’altro (c’è voluta una pandemia mondiale stavolta), è la Carpegna Prosciutto Pesaro. Il nuovo sponsor, che ha rinforzato l’impegno nella società, oltre a conferire un nome piuttosto stravagante alla squadra, ha permesso di portare avanti una campagna acquisti decisamente superiore rispetto al disastro del 2019/20. Innanzitutto, pagando un allenatore ambizioso come Repesa, e poi, costruendogli una rosa che può puntare a qualcosa di più della semplice salvezza. I risultati degli ultimi tempi ci condizionano un po’, ma Pesaro non ha nulla da invidiare alle formazioni che abbiamo messo sopra. Cain da centro è ormai una sicurezza e i tre esordienti nel nostro campionato, Robinson, Massenat e Filipovity, hanno trascinato la Vuelle non lontana dalla qualificazione alle F4 di Supercoppa. È pur vero che Carlos Delfino, tirato sì a lucido per l’occasione, non potrà garantire lo stesso apporto avuto a settembre per tutto il campionato. Ad ogni modo, magari l’estone Drell avrà voglia di far vedere agli scout NBA di meritare ancora un posto nel prossimo Draft, dopo essere finito fuori dagli ultimi Mock.
#13 Acqua San Bernardo Cantù
Arriviamo ad una squadra che probabilmente soltanto alla lunga riuscirà a mettere in mostra il suo potenziale. Si tratta dell’Acqua San Bernardo Cantù, che ha allestito un roster che offre tantissimi spunti interessanti. Cesare Pancotto è un allenatore non banale e lo dimostra la filosofia di gioco impressa già in Supercoppa sui suoi. Cantù è stata la squadra che più ha utilizzato i catch and shoot nella competizione, i lombardi sono ricorsi a questo playtype nel 37% delle azioni offensive con tiro (18,5 tiri a partita con il 39% a bersaglio), per distacco più di tutte le altre. Il coach marchigiano potrà contare su due conoscitori della serie come Jaime Smith e Leunen (quest’ultimo dalla panchina), insieme ad un mix di giovani ed esordienti in Legabasket (talvolta anche rookie) molto intriganti. Sha’markus Kennedy è uno di questi, così come Jazz Johnson, ruoli profondamente diversi, ma entrambi alla prima esperienza tra i pro e con la stessa voglia di farsi notare, mostrata sin da subito contro i cugini-colossi di Milano. Si sono, invece, accesi ad intermittenza James Woodard e Donte Thomas, i quali saranno comunque delle pedine fondamentali. Non mancano i gioiellini tra gli italiani, anzi, Pecchia è ormai una garanzia, Bayehe ha dei margini di crescita inesplorati e Procida rivestirà un ruolo finalmente importante. Il classe 2002 (!!), nonostante la giovane età, potrebbe essere il nome che farà svoltare la stagione canturina. I suoi numeri tecnici e atletici li abbiamo già notati, staremo a vedere cosa sarà in grado di fare fin da subito tra i grandi, insieme ad una Cantù che parte dal basso solo sulla carta.
#14 De Longhi Treviso
Altro roster con talenti interessanti, che quasi spiace posizionare così in basso nel ranking, è quello della De Longhi Treviso. I veneti hanno diverse chicche tra le proprie file, tuttavia la scarsa profondità del roster potrebbe essere un problema alla lunga. Il reparto italiani è piuttosto inconsistente, con il solo Akele ad alzarne il livello, facendo parte di quelle perle appena citate. A far coppia con lui nel frontcourt trevigiano ci sarà Mekowulu, altro prospetto dal potenziale illimitato, anch’egli passato dalla A2, che questa stagione rischia davvero di esplodere e fare le fortune di coach Menetti. L’ex Reggiana, usufruirà di un altro pezzo forte dalla seconda serie, ovvero Jeffrey Carroll, la vera sorpresa della Supercoppa, che lo ha visto distinguersi come tiratore e realizzatore mortifero. Il pacchetto USA di TVB non è tutto rose e fiori però, DeWayne Russell ha fatto vedere una visione di gioco con pochi eguali nella lega, ma è stato poco efficiente al tiro. Tempo per entrare in striscia ne avrà, ma chi più preoccupa è David Logan, ancora pur sempre decisivo, che inizia a pagare la carta d’identità: un isolamento in meno e un passaggio per mettere in ritmo i (nuovi) compagni in più, non farebbe di certo male. E soprattutto, Tyler Cheese, che al di là delle voci su un suo presunto taglio per motivi comportamentali, non ha inciso per nulla in Supercoppa. Il suo ruolo in uscita dalla panchina è di vitale importanza, qualora non dovesse portare i punti-extra necessari, non mi stupirei se Treviso lo sostituisse a stagione in corso, viste le premesse.
#15 Vanoli Cremona
In fondo alla graduatoria ipotetica di inizio, ci sono le due società che hanno acciuffato la Legabasket in extremis. Entrambe non hanno fatto un mercato pessimo in rapporto al tempo a disposizione, tuttavia si portano dietro dei difetti di progettazione inevitabili, specialmente nella firma degli italiani. Cremona ha di nuovo lavorato bene nell’ingaggio degli americani: i due Williams, Hommes e Lee, sono dei nomi fuori dai radar canonici che potrebbero sorprendere, una volta integratisi tra loro. Senza dimenticarsi di Palmi, ex-MVP del campionato finlandese, che dopo un’annata di ambientamento potrebbe essere pronto a far vedere le sue doti, ha già battuto più di un colpo in Supercoppa. La Vanoli ha anticipato Roma nel tesseramento degli azzurri, accaparrandosi un rigenerato Poeta, Cournooh, Mian e scommettendo su Donda e Trunic, provenienti rispettivamente dall’A2 e dalla C Gold (vivaio locale). La carta in più per i cremonesi potrebbe essere seduta in panchina, Coach Galbiati ha una marcia diversa e ha dimostrato il suo valore in diverse occasioni. Inoltre, nonostante le difficoltà, Cremona si è distinta negli ultimi anni per essere un ambiente in cui la pallacanestro fermenta ottimamente.
#16 Virtus Roma
Non so se è possibile fare lo stesso ragionamento per Roma, che forse ha pescato addirittura meglio di Cremona tra gli americani, ma che sembra avere qualche problema in più. La squadra si è riunita tardissimo e molti di voi avranno ancora negli occhi le esibizioni dei ragazzini della Virtus in Supercoppa. Un’esperienza che non gli avrà fatto male, visto che molti di loro saranno chiamati a dare una mano alla prima squadra che, per causa di forza maggiore, non dispone di un parco italiani di livello. Difatti, i capitolini, all’infuori di Baldasso e Campogrande, potranno contare soltanto sul riesumato Cervi e sugli inesperti Hadzic e Biordi. Va meglio sul fronte americani, dove il duo di punta Robinson-Beane verrà affiancato dalle vecchie conoscenze italiane, Evans, che ricorderanno i tifosi di Scafati e Trapani, Jamil Wilson, passato dall’altra Virtus e da Torino, e infine Dario Hunt, visto tra Brescia, Caserta e prima ancora Capo d’Orlando. Anche qui, con un allenatore come Piero Bucchi mai darli per spacciati, considerando che una volta raggiunta l’adeguata forma atletica (a patto che il ritardo non influisca sull’intera stagione) il materiale su cui spingere c’è. Sicuramente, i presupposti di partenza non sono dei migliori, visto che la proprietà è ancora alle prese con il tentativo di vendita. Dopo mesi di presunti (o falsi?) interessamenti, sembrerebbe esserci una trattativa sul tavolo, sperando che le vicende societarie non interferiscano con una già complessa stagione sul campo.
