HomeLega BasketLegabasket: la nuova Virtus di Sergio Scariolo

Legabasket: la nuova Virtus di Sergio Scariolo

UNA SQUADRA CHE VA DI CORSA

Come da lui stesso dichiarato in una recente intervista, l’idea è di sposare uno stile di pallacanestro molto vicino a quello sempre più dominante in NBA: alzare il numero di possessi offensivi per aumentare l’efficienza dell’attacco, creare più opportunità per tutti i giocatori e sfruttare al massimo un potenziale offensivo evidente a tutti.
Un’idea che, come normale, ha trovato più pronti alla ricezione alcuni giocatori di altri, che comporta tempi di apprendimento non immediati e che, per forza di cose, determina aggiustamenti anche in difesa. Uno dei punti su cui maggiormente si è concentrata la critica nelle ultime partite.

Parlavamo dell’attacco, la fase dove si sono visti i cambiamenti più lampanti. La Virtus quest’anno cerca di spingere il più possibile la palla nei primi secondi dell’azione, per cercare tiri rapidi che molto spesso sono quelli a maggiori percentuali. Permettono, infatti, di trovare difese non ancora schierate e meno pronte a reagire, garantendo, talvolta, anche migliori chance di rimbalzo offensivo.
Se andiamo a raffrontare i dati di tiro nei primi otto secondi di azione dei bianconeri con la passata stagione, il dato è cristallino.

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Medie per partita

La Virtus ha aumentato quasi del 30% il numero di conclusioni prese nei primissimi secondi dell’azione, ampliando in maniera proporzionale il fatturato di punti prodotti.
Nella sconfitta di Tortona si è visto chiaramente quale sia l’idea di base (nonostante le “sviste” della regia televisiva).

Spingere la palla anche da rimessa, sfruttando il momento di esitazione che una difesa ha immediatamente dopo un canestro segnato, per rubare punti tanto facili quanto preziosi. Strategia che può giovarsi delle intuizioni di Milos Teodosic, decisamente a suo agio nei passaggi come quelli di cui sopra.
E che, come finalizzatore, fin qua ha trovato in Kyle Weems, largamente il miglior della Virtus in queste primissime gare, il bersaglio preferito dai propri compagni.

Un trend per i bianconeri che stanno usando moltissimo il reparto ali e lunghi per correre il campo e anticipare la difesa. Altra idea non convenzionale, ma funzionale se, oltre a Weems, si dispone di due giocatori come Hervey e Jaiteh, decisamente sopra alla media dei loro ruoli nel correre il campo. E, di conseguenza, capaci di prendere notevoli vantaggi rispetto ai propri difensori in situazione di transizione.
Il centro ex Torino ha una velocità non scontata per un giocatore di quella stazza, stesso discorso per la capacità di controllo del corpo in movimento.

Hervey, invece, non si limita solo a correre i ventotto metri come una gazzella, ma ha anche doti di ball handling che gli possono permettere di condurre la transizione in certi frangenti.

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.