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Legabasket: la nuova Virtus di Sergio Scariolo

GLI AGGIUSTAMENTI A META’ CAMPO

Questa nuova idea di gioco ha avuto impatti anche sull’attacco a difesa schierata. In particolare, l’incidenza del gioco in Pick & Roll, almeno fin qua, è decisamente mutata.
Se andiamo a vedere la tipologie di azioni derivanti da Pick&Roll che portano al tiro la Virtus rispetto al 2020/2021, ci sono variazioni interessanti.

Virtus

Si nota un calo, anche se non drammatico in termini di incidenza percentuale sui possessi totali di squadra, dell’utilizzo del pick&roll. Ma soprattutto è evidente come la soluzione, in questa stagione, venga usata in proporzione di più per premiare i rollanti, piuttosto che i palleggiatori.
Una conseguenza della presenza di un corpo come quello di Jaiteh, che l’anno scorso non aveva un omologo nel roster come combinazione di stazza e mobilità, e anche della crescita dei minutaggi di Alessandro Pajola. Giocatore che, rispetto a Milos Teodosic, ha meno tendenza a concludere per sè in situazioni di pick&roll.

Il calo di utilizzo del pick&roll è stato “investito” nel gioco in post basso. E anche qui, come per le situazioni di transizione, non in maniera convenzionale, ma usando soprattutto i soliti Weems e Hervey per sfruttarne le capacità, ma anche i vantaggi in termini fisici che riescono ad avere sugli avversari diretti.

Attualmente la Virtus è la squadra che più di tutte in Italia va in post basso, guardando alle conclusioni prese a partita (oltre nove di media), e anche in Eurocup è tra la primissime.
Nuovamente la tendenza è abbastanza chiara: come per i tiri rapidi da contropiede, l’idea è quella di trovare conclusioni ad alte percentuali, anche con tiri dal post basso esplorando accoppiamenti fisici favorevoli. Così i bianconeri si assicurano tiri da distanza ravvicinata e che, al contepmo, possono proteggerli dal contropiede avversario in caso di errore.

Altro punto fondamentale del mantra per cui, sempre di più, le partite girano sui punti facili che si riescono a segnare in più degli avversari. Importante metterne a tabellone, ma anche ridurre le situazioni che possono esporre la difesa a subirne.
Il pezzo che, parzialmente, sta mancando alla Virtus, fin qua, è la costruzione di tiri puliti da tre punti. Il focus è chiaramente più votato alla conclusione ravvicinata, ma se andiamo a vedere i dati, ci accorgiamo di un dettaglio non di poco conto.

Virtus

I bianconeri attualmente stanno tirando un anemico 30,1% da tre punti in situazioni di catch & shoot (di fatto il basilare ricevi e tira, spesso tiro piedi per terra). Un numero che l’anno scorso sfiorava il 39%.
Non solo, dei tiri da tre punti che la Virtus prende solo il 39% arriva da situazione di spot up, che, generalizzando, è quella che dovrebbe garantire le migliori percentuali di realizzazione. Numero che l’anno scorso era superiore di oltre il dieci percento.

Tirando le somme: il tiro da tre punti migliore, fin qua, sta venendo tirato meno e peggio.
Un dettaglio che, se migliorato, potrebbe davvero fare diventare l’attacco bianconero difficlmente gestibile per chiunque, visto che, già ora, per punti su cento possessi è il secondo migliore in Italia e terzo in Eurocup.

 

n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.