HomeLega BasketLegabasket: la valutazione arbitrale di Silvio Corrias sulle Finals scudetto

Legabasket: la valutazione arbitrale di Silvio Corrias sulle Finals scudetto

In Gara 3 Milano fa valere il proprio fattore campo e si riporta avanti nella serie grazie agli exploit di Melli e Grant. In questo caso, uno degli episodi più discussi del match risulta essere il fallo antisportivo fischiato a Toko Shengelia proprio su Nicolò Melli. Di seguito la clip che mostra l’azione e il relativo commento.

Le ultime due partite hanno avuto terne più omogenee e un arbitraggio più equilibrato. Il fatto che in gara tre si sia segnato con più continuità ha certamente aiutato ad avere un gioco più pulito. Nonostante questo ci sono stati tanti errori di lettura e valutazione, incluso la scena all’IRS dove l’arbitro ha rafforzato con la mimica  il gesto di Toko, che sicuramente ha allargato il gomito, ma non ha causato tutto l’effetto che ci ha mostrato Melli.

Qualche volta non si sono presi la responsabilità di sanzionare cose ovvie. Certi gesti ed atteggiamenti non dovrebbero essere tollerati. In partite complesse come questa si cerca di tenere un limite più alto – anche in relazione allo stress soprattutto dei giocatori – ma spesso gli arbitri non prendono un provvedimento o qualche volta lo prendono nel momento meno opportuno.

Infine, in Gara 4 Milano erge una barriera contro l’attacco della Virtus nell’ultimo quarto e vince grazie ad un parziale di 18-0. Anche in questo caso, le polemiche non si fanno attendere e il primo indizio arriva già dalle conferenze stampa. Parlando di un fallo antisportivo fischiato a Milos Teodosic, Scariolo afferma: “L’inerzia è cambiata su quel fallo”. Inevitabili quindi le successive discussioni, per cercare di capire se fosse corretto o meno il giudizio su quel contatto. Ecco la clip incriminata e la valutazione di Corrias.

I contatti subiti da Teodosic sono abbastanza leggeri: il primo di Shields praticamente nullo, il secondo di Bentil un semplice handchecking. Teodosic ha accentuato muovendo tronco e testa per “raccattare” un fischio che spesso arriva. L’errore sta nel fatto che la sua sbracciata è in un direzione inusuale per qualunque movimento tecnico possa fare il braccio libero di un palleggiatore. L’impatto con la barba (contatto minimo ma non marginale) dì Bentil c’è sicuramente ed a quel punto una volta rivisto non può che scattare l’antisportivo.

Non vi fate ingannare dai commentatori o dalle dichiarazioni dei protagonisti: il fallo antisportivo non deve essere ne cattivo/violento ne volontario quelli sono criteri del fallo da espulsione. Colpire un avversario sul volto è già di per se pericoloso, ed il fischio deve essere fatto sul tipo di contatto senza assolutamente valutarne l’effetto.  Bravo l’arbitro a fermare sul nascere il tentativo di reazione di Bentil, facendogli capire di aver visto e che avrebbe valutato la situazione.

 

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.