Leonardo Totè, centro della Guerri Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato, tra le altre cose, della sua breve esperienza all’Olimpia Milano.
Il giocatore non nasconde che le cose non siano andate come sperato, ma non vuole sentir parlare di fallimento:
«Ora sto bene. Ma quell’esperienza mi ha dato molto, non lo considero un fallimento. Ho avuto l’opportunità di giocare per un grandissimo club e confrontarmi con grandissimi giocatori, allenato da un grandissimo staff tecnico, migliorando ogni giorno dal punto di vista individuale. È mancato giocare con costanza».
Il progetto mancato a Milano
Il nodo centrale, spiega Leonardo Totè, è stato il mancato rispetto delle premesse iniziali. Quando aveva firmato con Milano, il progetto che gli era stato presentato dalla società era diverso da quello che poi si è effettivamente concretizzato.
Un fattore che, unito a una stagione definita dallo stesso giocatore “particolare”, ha cambiato le carte in tavola:
«Quando ho scelto Milano le mie aspettative, che mi aveva confermato la società prima di firmare, erano altre. C’era un progetto che poi non si è concretizzato, anche perché è stata una stagione particolare. Io sono il tipo di giocatore che vuole giocare, che ha bisogno di giocare, e piuttosto che stare in panchina ho preferito un’altra strada».
Leonardo Totè: la rinascita a Napoli
Un messaggio chiaro: Totè non rimpiange la scelta di lasciare Milano, ma non rinnega nemmeno l’esperienza vissuta. Oggi, con la Guerri Napoli, il lungo italiano sembra aver ritrovato quella continuità che cercava.
Minuti, fiducia e responsabilità: elementi fondamentali per un giocatore che ha sempre fatto della presenza in campo la propria priorità. E Napoli, almeno per ora, rappresenta il contesto ideale per rilanciarsi.
