A vederci il lato positivo, la Virtus Bologna non corre il rischio di pensare alle prossime settimane come a una semplice normalità. La tentazione poteva esserci, e forse c’è stata dopo la vittoria con Milano, anche se la caduta di Reggio Emilia può avere molte motivazioni. Ma di tutto questo alla squadra suona come una sveglia salutare, per ricordare che questa squadra è davvero speciale solamente se viaggia al massimo dei giri, se è completamente sintonizzata e pensa solo a quello che deve fare per vincere.
A partire da una corsa al primo posto ora riaperta, e al bonus guadagnato con l’Olimpia, la Virtus Bologna resta la grande favorita a chiudere in testa, con tutto il destino nelle proprie mani. Ma il KO nel derby della via Emilia è un richiamo a non sentirsi mai al sicuro, soprattutto quando le condizioni richiedono massima attenzione.
Virtus Bologna: i limiti emersi a Reggio Emilia
Non poteva essere l’assaggio di Hackett a risolvere i problemi in regia, dove con l’assenza di Pajola si dovrà convivere ancora per settimane, con l’incognita sulla condizione con cui il play si presenterà ai playoff. Anche Vildoza non è ancora stato rischiato. Extra motivazioni e condizioni particolari possono eccezionalmente innescare un modo di giocare irresistibile, ma contro un’avversaria tecnica e atletica si rischia di pagare, senza qualcuno in grado di dosare i ritmi e mettere i compagni nelle migliori condizioni.
Sicuramente è stata una Virtus Bologna diversa sul piano dell’applicazione, forse illusa dopo un avvio incoraggiante di poter portare a casa il lavoro senza troppa fatica, sensazione sempre pericolosa e che puntualmente si ritorce contro. È mancato lo spirito combattivo, la cui assenza è stata rimarcata dal tecnico montenegrino, già dopo la partita in Bulgaria contro l’Hapoel Tel Aviv. Il ko è pesante soprattutto per le premesse e non tanto per il modo in cui i bianconeri hanno steccato la prova.
I singoli da ritrovare
A parte i problemi collettivi, ci sono anche quelli individuali. Jallow e Smailagic sembrano lontani parenti di quelli che a inizio stagione sembravano buoni collanti. Edwards, nelle serate non decisive, non riesce sempre a fare la differenza. La forma fisica, al termine di una lunga stagione, determinerà tutto, sperando che le energie rimaste siano sufficienti per stare ancora davanti a tutti.
