Brekkott Chapman, ala dell’Iowa di 29 anni, è stato il protagonista assoluto della vittoria della Bertram Tortona contro Cantù, firmando 28 punti con 3 su 3 da due e 7 su 7 da tre. La squadra di coach Mario Fioretti conquista così la quarta vittoria consecutiva in campionato, grazie a un Vital determinante e alla coesione del gruppo.
«È stata una partita fantastica. I miei compagni e i coach mi hanno messo nelle condizioni migliori e sono riuscito a sfruttarle al meglio. È davvero bello giocare una partita del genere in casa, davanti ai nostri tifosi» ha dichiarato Chapman a fine gara.
Brekkott Chapman: «Questo gruppo è speciale»
Brekkott Chapman descrive il suo ruolo all’interno della squadra: essere una fonte di energia positiva, sia in campo che in panchina.
«Se posso aiutare la squadra a vincere segnando, farò del mio meglio. E se devo aiutare i miei compagni incoraggiandoli, lo farò. Penso che questo gruppo sia speciale perché tutti condividono l’obiettivo. Vogliamo tutti la stessa cosa e ci impegniamo al massimo per raggiungerla ogni giorno. Sono tutti brave persone, ognuno porta la propria personalità alla squadra, e ci integriamo tutti molto bene.»
Sul rapporto con coach Fioretti: «È un allenatore eccellente. È bravissimo a far sì che tutti credano nella squadra e responsabilizza ogni singolo giocatore. Ho ricevuto più sgridate da lui che da chiunque altro, ma sempre per farmi tirare fuori il meglio. Abbiamo un ottimo rapporto e adoro giocare per lui.»
Dal mondo a Tortona
Prima di arrivare in Italia, Brekkott Chapman ha vissuto un percorso internazionale lungo e variegato: tre stagioni in Germania — tra Wurzburg, Oldenburg e Heidelberg — e due in Giappone, a Kagawa.
«Il basket mi ha permesso di girare il mondo ed è stato un viaggio incredibile. Con la mia famiglia ho tantissimi ricordi in tutti questi paesi». I primi anni da professionista in Germania non furono semplici, segnati da alcuni infortuni, e fu proprio in quel momento difficile che arrivò l’offerta dal Giappone, che Chapman accettò.
«Questo mi ha aperto gli occhi su una cultura e uno stile di vita completamente diversi, che ho adorato, e ho incontrato persone incredibili. Ora che sono qui in Italia, posso già dire che quest’anno avrà un posto speciale nel mio cuore e in quello della mia famiglia. La città di Tortona ci ha accolti a braccia aperte e ci ha trattati come se fossimo parte della loro famiglia.»
