Matteo Librizzi conosce bene la differenza tra guardare avanti e guardarsi le spalle. Il capitano di Varese ha trascorso diverse primavere a fare i conti con la zona salvezza, e adesso che l’aria che si respira è quella dei playoff, il cambio di prospettiva si sente tutto. come ha dichiarato il capitano varesino a La Prealpina:
«Guardare verso l’alto anziché alle spalle cambia la prospettiva; gli anni scorsi c’era sempre l’ansia di dover vincere a tutti i costi per salvare la stagione. Lottare per i playoff invece è una sensazione bellissima, spero di abituarmi»
Un traguardo che alla città manca da otto anni e che, secondo Librizzi, i tifosi si meriterebbero più di chiunque altro.
«Lo so bene e sono consapevole di cosa significa per la città: i playoff mancano da tanto ma la gente ci è stata vicina anche nei momenti brutti, se li meriterebbero davvero per il supporto che ci hanno sempre trasmesso»
Un’identità costruita pallone dopo pallone
Il percorso che ha portato l’OJM fin qui non è stato lineare. All’inizio della stagione i risultati stentavano ad arrivare, ma la società ha scelto di non toccare nulla: stessa mentalità, stessi metodi di lavoro. Una scelta che Librizzi apprezza e riconosce come decisiva.
«In campo scendiamo noi, però società e staff tecnico ci hanno dato una grandissima mano. Sono stati bravissimi a non cambiare mai mentalità e metodi di lavoro: adesso i risultati sono dalla nostra parte, ma anche quando all’inizio le cose non andavano bene sarebbe stato facile modificare la gestione quotidiana»
Il fondamento di questa squadra è un’identità difensiva costruita con continuità, allenamento dopo allenamento. Aggressività, pressione costante, lotta su ogni pallone: un gioco dispendioso, come ammette lo stesso capitano, ma anche profondamente appagante. E la percezione di un’ambizione crescente all’interno della società alimenta ulteriormente la motivazione del gruppo.
«La voglia di crescere è palpabile, parlando non soltanto con Luis Scola ma anche con dirigenti e coaching staff gli obiettivi futuri sono stimolanti. C’è una percezione chiara di provare a guardare più in alto che dà la carica anche a noi»
Il derby, l’Europa e il patto con i compagni
Nel mezzo di questo rush finale arriva il derby con Cantù, una partita che Librizzi sente in modo particolare: da varesino, da ex ragazzino che andava in tribuna a Masnago, sa esattamente cosa rappresenta quella sfida. Toccherà a lui, ancora una volta, spiegarlo agli stranieri del roster, anche se già all’andata avevano capito di cosa si trattava.
Sul piano della classifica, vincere significherebbe consolidare l’ottavo posto, ma il capitano è cauto: insieme al coach e ai compagni è stato fatto il patto di provare a vincere tutte e tre le partite rimanenti, poi si tirerà la somma. Sullo sfondo c’è anche la prospettiva europea: con i playoff arriverebbe anche un posto in una coppa continentale, obiettivo che la società insegue sin dall’arrivo di Scola a Varese. Un palcoscenico che attrae i giocatori stranieri, alza il livello della competizione e, come sottolinea Librizzi con una battuta sincera, porta semplicemente più partite da giocare. E per un giocatore, è difficile chiedere di meglio.
