La trade a tre che ha coinvolto Lonzo Ball, Utah Jazz, Cleveland Cavaliers e Atlanta Hawks è uno di quei movimenti che vanno letti molto più in chiave economica che tecnica.
Ball finisce formalmente a Utah, ma l’epilogo è già scritto: buyout e free agency. Nel frattempo, Cleveland e Atlanta ottengono esattamente ciò che cercavano.
Cleveland Cavaliers:
Il dato chiave è uno solo: 50 milioni di dollari di luxury tax risparmiati con questa operazione, che portano il totale dei risparmi dei Cavs nell’ultima settimana a circa 100 milioni, secondo quanto riportato da ESPN. Dal punto di vista sportivo, l’idea di aggiungere Lonzo Ball scambiandolo per Isaac Okoro la scorsa estate aveva senso. Ma la versione vista in Ohio è stata la peggiore della carriera del giocatore.
Ball ha chiuso con:
27% da tre, career low
lontanissimo dal 39% delle sue tre stagioni migliori
sotto anche al 34% mostrato nel rientro post-infortuni nel 2024-25
Il problema strutturale è che Lonzo non crea più vantaggi al ferro: la distanza media dei suoi tiri è ormai stabilmente attorno alla linea dei tre punti (dati Basketball Reference). Questo ha reso difficile per Kenny Atkinson tenerlo in campo. Con l’arrivo di Dennis Schröder e Keon Ellis, il suo spazio sarebbe stato destinato a ridursi ulteriormente.
Il rovescio della medaglia è che Cleveland:
ha incluso una second-rounder nella trade Garland–Harden
non ha più seconde scelte scambiabili fino a dopo il Draft 2026
Ma risparmiare 50 milioni per due seconde resta ottimo business.
VOTO: 8
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