Il problema
La scelta tecnica relativa a Lorenzo Brown apre un problema più grande, che era evidente a chi è maggiormente familiare alle dinamiche di squadra milanesi.
Già qualche giorno dopo l’insediamento di Peppe Poeta come head coach della squadra, fonti interne al club avevano fatto trapelare il messaggio che Lorenzo Brown e Leonardo Totè, anche per le loro caratteristiche tecniche, non fossero esattamente due giocatori adatti al tipo di sistema che Poeta voleva implementare nella sua versione dell’Olimpia.
Non sorprende, quindi, che Totè adesso sia sulla strada di ritorno a Napoli e che Brown sia finito ai margini delle rotazioni piuttosto in fretta.
Il giocatore americano era stato una richiesta diretta di Ettore Messina, che voleva aggiungere un giocatore di grande esperienza nel backcourt dopo il fallimento dell’operazione Dimitrijevic della stagione precedente.
Brown veniva visto, idealmente, come l’uomo giusto per innescare Josh Nebo, con il quale aveva già giocato ai tempi del Maccabi Tel Aviv.
La versione attuale di Brown, però, è un giocatore molto diverso da quello visto con la squadra israeliana.
Tagliare non è semplice
A 35 anni, il giocatore di passaporto spagnolo ha una tenuta fisica piuttosto limitata, cosa che si era già vista nell’annata con il Panathinaikos, dove anche Ergin Ataman finì per tenerlo ai margini delle rotazioni per buona parte della stagione.
Inoltre, il tipo di basket offensivo che Poeta vuole far giocare alla sua Olimpia non sembra essere proprio adatto alle caratteristiche di Brown.
Fatta eccezione per la sfida di inizio gennaio contro il Panathinaikos, nella quale c’era anche un aspetto di rivalsa non indifferente, Brown non è mai stato in grado di lasciare davvero un impatto sulla squadra.
Nelle ultime quattro partite di EuroLeague, il giocatore americano ha collezionato solo 8 punti, rimanendo sempre al di sotto dei 15 minuti di utilizzo.
Già prima della sfida contro lo Zalgiris Kaunas, la Repubblica Milano ipotizzava che si potesse arrivare ad una soluzione drastica nei confronti di Brown, come tenerlo in tribuna fino a quando non si troverà un accordo per risolvere il contratto in essere.
Tagliare un giocatore come Brown, infatti, è un’operazione tutt’altro che semplice. Il giocatore ex Panathinaikos ha firmato un ricco biennale con l’Olimpia e ci sarà quindi bisogno di approfondite trattative con il suo entourage, se si volesse andare verso una separazione già in questa stagione.
Tagliare subito Brown, inoltre, significherebbe intervenire sul mercato un’altra volta e le soluzioni disponibili nel ruolo di playmaker, al momento, sono piuttosto limitate.
Il mercato interno tra squadre di EuroLeague è ormai chiuso, quindi Milano dovrebbe necessariamente indirizzarsi verso la pista NBA/G League oppure su giocatori provenienti da mercati “minori”, come EuroCup o BCL.
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