Intervistato su Il Corriere della Sera, la stella dell’under 19 di Olimpia Milano Luigi Suigo si è raccontato, parlando dei suoi idoli, sulla statura e, soprattutto, sul futuro in NCAA.
Ecco le parole di Luigi Suigo.
Gli idoli
“Giannis Antetokounmpo e Victor Wembanyama: il massimo? Proprio loro. Ma andando un po’ indietro, penso a Dirk Nowitzki. Loro sono giocatori completi, io devo lavorare sul palleggio. È un mio pensiero: per il tipo di giocatore che voglio diventare, un 4 o un 5 completo,è fondamentale migliorare da questo punto di vista”.
Sulla sua altezza
“Sono cresciuto costantemente. Ho trovato una foto scattata all’asilo, ero alto quasi come la maestra. In terza media sfioravo i due metri. Per il mio corpo è stata dura: mi sono dovuto fermare dai 7 ai 12 anni per un problema ai talloni causato dall’altezza. Gli occhi puntati addosso? Ci sono ormai abituato. Quando ero più piccolo mi pesava, ora non mi interessa più: il giudizio degli altri è relativo, non è importante. E coach Ettore Messina mi dice di sfruttare meglio il mio corpo, di essere più consapevole di avere 220 centimetri a disposizione”.
Sul rapporto con coach e compagni
“Il coach mi dà fiducia e cerco di ricambiarla, si vede che ci tiene. Parliamo anche di argomenti che vanno al di fuori del basket, non è solo un rapporto professionale. Mentre tra i compagni considero Nikola Mirotic il mio mentore: spesso ci fermiamo dopo l’allenamento ad allenarci sul tiro, gli chiedo consigli. E poi Pippo Ricci, sempre molto disponibile”.
Sul futuro in NCAA
“Una realtà totalmente diversa da quella europea, sotto tutti i punti di vista: strutture, organizzazione, approccio allo sport. La voglia di NCAA c’era già, semmai è aumentata. Diciamo che sono osservato con attenzione, è una prospettiva”.
