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Luis Scola: «In Europa i costi dei giocatori arrivano al 140% dei ricavi»

Un uno contro uno davanti alle telecamere fra due ex avversari sui campi NBA, ora legati dalla comune militanza nella Lega Basket. L’amministratore delegato biancorosso Luis Scola si è raccontato ad Andrea Bargnani nella puntata varesina delle Basketball Conversations, format trasmesso da LBA TV e disponibile agli abbonati sul canale streaming. Bargnani, oggi executive advisor di Lega Basket, ha sfruttato il legame col presidente Maurizio Gherardini, che lo portò prima a Treviso e poi a Toronto, dove ha conversato a lungo col suo ex avversario per un decennio sui campi statunitensi.

La scelta di Varese

Al centro del racconto, la scelta di Varese. Luis Scola ha spiegato di aver pranzato col presidente Toto Bulgheroni, che gli ha illustrato l’importanza della squadra per la città: «Il basket è nel DNA varesino, in tutte le famiglie della città c’è almeno una persona che ci ha giocato».

A convincerlo anche il legame con l’Argentina: «È un Paese incredibile come l’Italia, ci sono grande tradizione e cultura, oltre a un legame forte con l’Argentina. Qui io e la mia famiglia ci sentiamo a casa». Bulgheroni gli era stato indicato da Ettore Messina, dopo un pranzo con lui.

Dal campo alla dirigenza: la visione di Luis Scola

Luis Scola ha riflettuto sul passaggio da giocatore a dirigente: «La mia carriera da giocatore era alla fine, ho dato una mano per un anno ma mi ero già proiettato su un futuro fuori dal campo».

Prima di Varese aveva valutato l’ipotesi NBA, ma ha riconosciuto i limiti di quel contesto: «Puoi incidere poco in un contesto già molto organizzato, mentre qui si può dare un contributo più grande».

Tra gli strumenti portati dall’esperienza NBA, Scola ha citato l’uso dei dati e delle analytics per prendere decisioni, un ambito in cui l’Europa è ancora indietro. Sul piano tecnico, ha indicato come modello un sistema che privilegia allenamento di squadra e cinque contro cinque: «Il giocatore è il centro della nostra industria sportiva, svilupparlo ed averne cura è basilare».

Differenze tra NBA ed Europa

Secondo Scola, una differenza netta separa NBA ed Europa nella filosofia gestionale: il basket italiano è troppo coach-oriented, quello americano troppo player-oriented. «Il punto corretto è quello intermedio che abbiamo trovato ora», ha spiegato, aggiungendo di non apprezzare né la mancanza di disciplina di certi giocatori NBA, né certi eccessi dei coach in Europa.

Il piano post aumento di capitale

Scola ha illustrato le strategie future dopo il recente aumento di capitale da 4.8 milioni di euro. Le risorse saranno investite su giovani, palazzetto, Campus e struttura societaria. I soldi vanno nel bilancio per creare valore e aumentare i ricavi, con cui si pagano i giocatori.

L’obiettivo è crescere fino a competere a livello sempre più alto, guardando al modello NBA, dove gli stipendi dei giocatori non possono superare il 51% dei ricavi. «In Europa si arriva a 120, 130, addirittura 140 per cento. Questo è puro mecenatismo, incompatibile con una gestione sostenibile», ha spiegato Scola.

Attualmente Varese si assesta sul 55-60% sulla squadra, 15% sui giovani, 10% sulla struttura societaria. Il fine ultimo è arrivare a 10, poi 15, poi magari 20 milioni di budget, per competere a un livello sempre più alto.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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