Marco Spissu ha trovato casa a Napoli, e non sembra avere alcun rimpianto. Il playmaker sassarese, 31 anni, racconta in un’intervista al Corriere dello Sport la sua prima stagione in maglia partenopea con la soddisfazione di chi sa di aver fatto la scelta giusta al momento giusto.
Il punto di partenza è la sesta vittoria consecutiva in EuroCup, arrivata nel derby con Trento: undici successi in dodici gare stagionali, un ruolino che parla da solo. «Non so se siamo una sorpresa», dice Spissu, «di sicuro però abbiamo fatto partite solide e di qualità, e non era una cosa scontata, dal momento che il gruppo è sostanzialmente nuovo di zecca». Un collettivo costruito quasi da zero che ha già trovato una sua identità precisa.
Dalla Spagna a Napoli: una scelta senza rimpianti
Prima di approdare in Campania, Spissu era in Spagna. Il ritorno in Italia non era nei piani, almeno non in modo automatico:
«Sarei rimasto in Spagna, ma quando si è presentata l’opportunità di venire a Napoli non me lo sono fatto ripetere due volte.»
A convincerlo, oltre al progetto tecnico, è stata anche la città. I tifosi napoletani, racconta, sono qualcosa di speciale: «Devi imparare a entrare nella loro testa, ma quando lo fai poi ti ritorna indietro un bene incredibile». Un rapporto che si costruisce, ma che una volta consolidato diventa qualcosa di raro.
Al centro del progetto c’è Jasmin Repesa, allenatore che Spissu colloca senza esitazioni ai vertici della categoria: «Sta al livello di Spahija e Banchi», afferma, definendolo semplicemente un top. Nelle mani del tecnico, Napoli è diventata qualcosa di più di una semplice sorpresa stagionale.
Il campionato e la Nazionale
Sul fronte Serie A, Spissu individua in Treviso la squadra da tenere maggiormente d’occhio, per una ragione precisa: «Ha un vantaggio non da poco: non ha impegni europei, dunque tra una partita e l’altra ha tutta la settimana per preparare gli incontri». Un fattore logistico che, nel lungo periodo, può fare la differenza.
Il quadro del campionato, secondo il playmaker, è cambiato rispetto al passato: «Il livello mi pare che sia aumentato, anche la concorrenza. Non è più una corsa a due tra Olimpia e Virtus, con l’aggiunta di qualche altra squadra». Un campionato più aperto, più competitivo, più imprevedibile.
Capitolo Nazionale: il legame con la maglia azzurra resta intatto. Spissu e il ct Luca Banchi si frequentano, anche sui campi, e il messaggio è chiaro:
«Luca sa perfettamente che se ha bisogno di me non deve far altro che chiamare. La maglia azzurra è come una seconda pelle, per lei sarei disposto a fare qualunque cosa.»
Domenica intanto c’è il derby con Scafati. Un altro appuntamento da non sbagliare per una squadra che, sorpresa o no, ha già dimostrato di essere una realtà concreta.





