Per molti professionisti dello sport, cambiare squadra è la norma. Per Mario Fioretti, invece, l’Olimpia Milano non è stata solo una tappa, ma una casa durata oltre due decenni. Dai primi passi nel settore giovanile fino ai palcoscenici dell’Eurolega, il suo percorso rappresenta una rarità nel basket moderno, mossa da una passione viscerale per il club e per il gioco.
Intervenuto come ospite al Benas Podcast ha parlato del suo legame con Milano:
Il legame indissolubile con Milano
Fioretti spiega che il segreto di una permanenza così lunga non è stato il comfort, ma un amore profondo per ciò che faceva e per il club che rappresentava. Per un ragazzo cresciuto vicino a Milano, vestire quei colori era il traguardo massimo.
Nelle parole di Fioretti emerge tutta la fierezza di questo percorso:
“Mi sono immerso così tanto in Milano che ho Milano nel cuore, ancora oggi… per un ragazzo italiano far parte di quel club è un sogno, specialmente per un ragazzo che viene da una piccola città vicino a Milano”.
Nonostante le sfide, Fioretti non ha mai guardato altrove con rimpianto:
“Non ho mai pensato che un’altra opportunità fosse migliore di Milano… ho lavorato sodo per 22 anni di fila, non per stare in una zona di comfort, ma perché amavo davvero quello che facevo”.
La formula del successo: passione e disciplina
Fioretti analizza come sia possibile mantenere tale intensità per così tanto tempo. La sua filosofia si basa su un equilibrio preciso tra amore per il gioco e rigore professionale:
• 75% Passione: Senza l’entusiasmo, il rischio è di finire svuotati dalla mole di lavoro.
• 25% Disciplina: Quella forza che ti spinge a dare il massimo anche quando preferiresti fare altro.
• Ossessione per il dettaglio: Non saltare mai l’ultimo passaggio, perché è proprio quello che può “ucciderti” professionalmente.
Oggi, pur essendo impegnato al 100% con Tortona, Fioretti guarda indietro con orgoglio a un’era che ha segnato la storia recente del basket milanese.
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